La Bbc sostiene di aver individuato nel londinese Mohammed Emwazi il cosiddetto Jihadi John, il feroce decapitatore delle vittime di Isis, a partire dal primo, il giornalista Usa James Foley. Secondo la Bbc Emwazi e’ originario della zona occidentale di Londra (sin dal video della prima esecuzione, quella di Foley il 19 agosto scorso) la prima cosa che emerse era l’accento londinese dell’uomo che e’ sempre apparso completamente vestito di nero con una pistolo sotto l’ascella in una costudia di pelle e impugnare un coletllo nella mano sinistra con cui avrebbe decapitato gli ostaggi. Bbc sottolina che l’uomo era conosciuto ai servizi segreti.
Il caso rischia di avere profonde conseguenze in particolare per i servizi di intelligence inglesi. Già, perché secondo quanto sta emergendo da Londra, l’uomo era già noto ai servizi segreti interni della Gran Bretagna. Non solo, la conversione sarebbe in un certo senso stata dettata dall’atteggiamento degli agenti. Mohammed sarebbe finito nel mirino dell’agenzia Mi5 per oltre sei anni. Sarebbe stato detenuto e interrogato, forse trattato con violenza, per spingerlo a collaborare.
L’Mi5 avrebbe provato più volte di trasformarlo in un informatore con detenzioni e interrogatori durissimi. Eppure Emwazi, così controllato dall’agenzia e presente sulla watch list, è riuscito a lasciare il paese e a unirsi allo Stato islamico in Siria. E c’è chi denuncia che proprio questa violenza l’avrebbe avvicinato alle posizioni del jihadismo più estremo. Asim Qureshi, del gruppo Cage, un’organizzazione critica sulla lotta al terrorismo, ha raccontato che Emwazy era una persona “estremamente gentile” e “buona”, fino a quando è stato interrogato dall’Mi5.
In realtà era stato arrestato nel 2009 mentre cercava di passare dalla Tanzania alla Somalia per unirsi ai miliziani di al-Shabaab. Comunque le polemiche sui metodi antiterrorismo si alzano così come le critiche sulla sicurezza. Per questo il caso rischia di diventare politico, già alla vigilia delle elezioni di maggio. I vertici dei servizi saranno interrogati dalla commissione parlamentare.







