“Quello che serve all’Italia e’ esattamente il contrario di un governicchio costretto a rincorrere i singoli voti, accontentando ogni pulsione populista pur di vivacchiare. Quello che serve all’Italia e’ un ‘governo di scopo’ che abbia una largo consenso parlamentare, sulla base di un trasparente patto politico con il PdL e con altre forze disponibili, e che metta al centro poche, chiare priorita’ per far ripartire l’economia e sanare almeno parzialmente il baratro che separa cittadini, istituzioni e politica”. E’ quanto si legge in un editoriale sul sito di ItaliaFutura.
“Nel nostro editoriale del 10 marzo – si legge ancora sul sito di ItaliaFutura – ne avevamo identificati almeno quattro: 1) riforma della legge elettorale; 2) taglio dei costi della politica e trasformazione del Senato in Camera delle Regioni; 3) provvedimenti sul lavoro e il welfare, a partire da una drastica riduzione del cuneo fiscale e previdenziale sulle nuove assunzioni; 4) pagamento immediato dei debiti della Pubblica Amministrazione”. “Questi obiettivi, gia’ oggi condivisi dalla maggioranza delle forze politiche – Partito Democratico in testa – rappresentano una piattaforma minima per partire, che potrebbe poi essere arricchita da riforme piu’ incisive e strutturali su fisco, lavoro e istituzioni. Questo e’ il progetto che Scelta Civica deve coerentemente perseguire, evitando di alimentare ogni equivoco che possa far pensare a un eccesso di tatticismo politico. Perche’ Scelta Civica non puo’ in alcun modo avallare iniziative contrarie alla propria vocazione riformista e liberale, dove la responsabilita’ non ha nulla a che vedere con i generici proclami sul ‘nulla e’ scontato’ e ‘nulla e’ escluso’, ma e’, al contrario, forte consapevolezza della propria vocazione di baricentro riformatore. Senza i voti di Scelta Civica il ‘piano A’ di Bersani non potra’ vedere la luce e la parola ripassera’ immediatamente al Presidente Napolitano. Anche per questo – conclude l’editoriale – e’ necessario dire con maggiore chiarezza che non siamo disposti a sostenere governicchi. Bisogna recuperare una centralita’ rispetto ai problemi degli italiani, piuttosto che inseguire un’immaginaria centralita’ nelle trattative politiche. Il linguaggio della verita’ e’ quello che i cittadini capiscono meglio, soprattutto in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo”.
