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Cronache
Italiano si affilia ad Al Qaeda e fa attentato kamikaze in Siria

Si chiamava Ismar. Era un artigiano di Belluno, originario della Bosnia. Ismar è morto in un attentato kamikaze ad Aleppo in Siria. L'attentatore era lui: si è fatto esplodere dopo essersi affiliato ad Al Qaeda. La notizia è stata resa nota dal sito "La Scienza del Corano", conosciuto e frequentato dai musulmani della provincia di Belluno. L'attentato risale a metà gennaio. Ora, come spiega il Gazzettino, sul trentenne bosniaco e sulla presenza a Nordest di "fratelli" legati ad al Qaeda indaga l’Antiterrorismo del Veneto.

61 ITALIANI NELLA LISTA NERA DELL'ANTITERRORISMO - Sessantuno nomi su 259. Tanti sono, quasi un quarto del totale, gli 'italiani' di Al Qaeda presenti sulla Lista Nera del Comitato del Consiglio di Sicurezza dell'Onu diffusa qualche mese fa e che tiene traccia degli individui e delle entità associate con l'organizzazione di Osama Bin Laden e con i Talebani. Un elenco di quanti, variamente inquadrati nei ruoli previsti dal copione jihadista (predicatori di violenza, fiancheggiatori, organizzatori, aspiranti kamikaze), hanno vissuto, soggiornato, o semplicemente transitato per il nostro Paese, vivendo la doppia condizione di cittadini, a volte insospettabili, e di combattenti salafiti. A leggere l'elenco, che l'Onu iniziò a stilare in base alla Risoluzione 1267 del 1999, e aggiornato al 21 ottobre scorso, scorre davanti agli occhi la ricostruzione di quello che la minaccia jihadista ha rappresentato (e ancora rappresenta) per la sicurezza nazionale e per quella dei Paesi alleati. Sessantuno nomi che, nelle innumerevoli traslitterazioni dall'arabo si moltiplicano in una gamma quasi ingovernabile di alias e rimandano all'origine dei membri della galassia di Al Qaeda in Italia: tunisini, per la gran parte, ma anche algerini, marocchini, egiziani, libici, iracheni, somali.

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