
Dal primo giugno, decolla, dal punto di vista meteo-climatico, la stagione estiva e, immancabilmente, come ogni anno già di questi tempi, si verificano due fenomeni di massa. Da una parte una richiesta via via crescente da parte della “gente” di conoscere con anticipo, se sarà più o meno soleggiata, più o meno calda; dall’altra una proliferazione di previsioni azzardate da parte dei vari centri meteo, pur di soddisfare tale pressante desiderio della gente.
Due raccomandazioni: diffidate della serietà di tali previsioni se non vengono indicati i presupposto sui quali si basa la previsione stessa; diffidate ancor più se vi promettono un’estate caldissima, stile 2003, un pessimo vezzo che si ripete ogni anno da parte di siti meteo poco seri, ma che però fa molto audience. Il nostro meteo-pensiero su come sarà la prossima estate? Una previsione di questo tipo, se elaborata con la dovuta serietà scientifica, è molto impegnativa. Infatti richiede la raccolta e l’analisi di molte informazioni a livello planetario, per scovare se e quali anomalie siano attualmente in atto nell’atmosfera e, soprattutto, nelle temperature delle acque superficiali degli oceani.
Una volta individuate tali anomalie, l’attenzione del climatologo va focalizzata solo verso quelle anomalie che a priori sono notoriamente persistenti, ovvero in grado di resistere anche nei prossimi 3-4 mesi. E’ ovvio infatti che solo tali anomalie potranno influenzare in un verso o nell’altro la nostra estate. Particolarmente importanti a questo scopo sono le anomalie persistenti nella temperatura acque superficiali dell’Atlantico tropicale tra la Costa d’avorio e il golfo di Guinea, perché da queste anomale dipenderà l’entità dello spostamento o meno verso Nord, fino al Mediterraneo occidentale e all’Italia, dell’anticlone Nord africano e delle sue annesse roventi ondate di caldo.
Un secondo importante fattore da prendere in considerazione è la presenza o meno, nei prossimi 2-3 mesi, del Niño (anomalo surriscaldamento della acque del Pacifico equatoriale, tra le coste del Perù-Cile e le coste Nord orientali dell’Australia). Infatti anche il Niño è in grado di influenzare le incursioni vero l’Italia dell’anticiclone Nord africano. Ebbene quest’anno in Niño sarà assente e quindi verrà a mancare un fattore di amplificazione del caldo estivo. Un terzo fattore che influenza l’intensità della calura estiva è la piovosità nella primavera. Più la primavera è piovosa e maggiore è la probabilità che l’estate risulti “normalmente calda”. Fin adesso la primavera è stata molto piovosa. Se questa tendenza verrà confermata anche in maggio, allora avremo un altro fattore che terrà lontane le ondate di caldo troppo intenso.
