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La Cassazione: “Vietare il saluto romano è ancora necessario”

La Cassazione: “Vietare il saluto romano è ancora necessario”
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Ci sono ancora rischi di “rigurgiti” antidemocratici che rendono necessario mantenere in vigore la legge Scelba che vieta la ricostituzione del partito fascista e gesti come il saluto romano. Così la Cassazione ha condannato due neofascisti

Ci sono ancora rischi di “rigurgiti” antidemocratici che rendono necessario mantenere in vigore la legge Scelba che vieta la ricostituzione del partito fascista e gesti come il saluto romano. Così la Cassazione ha condannato due neofascisti, militanti di Casa Pound. I supremi giudici, infatti, hanno confermato la condanna per due simpatizzanti di Casapound – che a un raduno neofascista avevano salutato a braccio teso urlando ‘presente’ – rilevando che «nulla autorizza a ritenere che il decorso di ormai molti anni dall’entrata in vigore della Costituzione renda scarsamente attuale il rischio di ricostituzione di organismi politico-ideologici aventi comune patrimonio ideale con il disciolto partito fascista o altre formazioni politiche analoghe. L’esigenza di tutela delle istituzioni democratiche non risulta, infatti, erosa dal decorso del tempo e frequenti risultano gli episodi ove sono riconoscibili rigurgiti di intolleranza ai valori dialettici della democrazia e al rispetto dei diritti delle minoranze etniche o religiose», scrive la Prima sezione penale della Suprema Corte nella sentenza 37577 (presidente Arturo Cortese, relatore Raffaello Magi). Con questa risposta, gli “ermellini” hanno respinto la tesi degli imputati – Andrea B., con precedenti, e Mirko G. – che sostenevano l’assenza di «lesività» dei comportamenti da loro tenuti e la necessità di depenalizzare i retaggi del reato di opinione per via del “mutato clima politico” e delle norme internazionali sulla libera manifestazione delle opinioni.