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Maltrattamenti, fine di un incubo per Massimo di Cataldo

Maltrattamenti, fine di un incubo per Massimo di Cataldo

di Imma Giuliani

Per Massimo di Cataldo cade l’ accusa di maltrattamenti in famiglia , a deciderlo il 16 febbraio ,e’ stato il gip della Procura di Roma Paola della Monica, già prosciolto dall’ inchiesta, nei mesi scorsi ,dall’ accusa di procurato aborto.

Nel luglio del 2013 infatti il cantautore fu accusato dall’ ex compagna Laura Milacci di maltrattamenti e procurato aborto. La donna aveva denunciato il fatto pubblicando su facebook una sua foto in cui mostrava presunti segni di percosse sul viso e accusa pubblicamente Di Cataldo di procurato aborto. Il giudice, nelle sue motivazioni, il rapporto di coppia “burrascoso” e segnato da “rari episodi violenti”, “fatti che rimangono, tuttavia, isolati e non sorretti da quella unitaria finalità che costituisce la ragione dell’incriminazione.Dalla  perizia del medico legale Costantino Ciallella aveva confermato i segni traumatici sulla vittima escludendo però un collegamento tra un eventuale ceffone e l’aborto.  Abbiamo incontrato l’avvocato Daniele Bocciolini difensore di Massimo Di Cataldo

Avvocato Bocciolini, la fine di un incubo per il suo cliente, come sta ora?
“Sicuramente più sereno anche se molto provato fisicamente ed emotivamente da questa terribile vicenda. Per quasi due anni è stato dipinto come un mostro: ha sopportato, chiuso nel suo silenzio, le accuse peggiori che possono essere rivolte ad un uomo e ad un padre, sfiorando la depressione. Ne è uscito con dignità, anche se non può parlarsi di vittoria: in queste situazioni non ci sono né vincitori né vinti. Personalmente, ho creduto da subito alla sua innocenza ed ho portato avanti questa battaglia con passione e determinazione. Un plauso va sicuramente riconosciuto anche alla Procura di Roma per aver svolto indagini così delicate in maniera approfondita e scrupolosa.”

All’udienza che poi ha deciso per l’archiviazione, avete anche richiesto la trasmissione degli atti al P.M. Il suo cliente denuncerà la sig.ra Millacci?
“Qualora non sia la Procura ad iscrivere d’ufficio la signora nel registro degli indagati, la scelta di  presentare una denuncia per un’eventuale simulazione di reato o calunnia è rimessa alla totale volontà di Massimo. Al momento non abbiamo affrontato l’argomento: sinceramente, gli ho consigliato di riposarsi  e riprendersi un po’, concentrandosi sulla musica e su sua figlia, che ama più di ogni altra cosa. Per presentare la querela c’è un termine di tre mesi e questi reati, peraltro, sono procedibili d’ufficio.”

Quali sono gli elementi che porterete a sostegno di questa tesi? E’ vero che avete disposto una consulenza?
“Credendo alle parole di Massimo che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, ho sempre avuto dei dubbi sulle foto che sono state pubblicate su Facebook dalla signora, nelle quali la stessa compariva con il volto tumefatto, pieno di sangue. Pertanto, mi sono affidato ad alcuni esperti che hanno redatto una consulenza, analizzando le fotografie estratte dalla memoria del telefonino della signora, risalenti al giorno della presunta aggressione. Dalla consulenza è emerso che alle 12.10, a distanza di 10 minuti dalla presunta lite (secondo la ricostruzione offerta dalla stessa signora i fatti sarebbero avvenuti alle 12.00), il volto della donna appariva pulito, privo di segni. Il sangue comparirebbe solo alle 13.39 a distanza di ben 1 ora e mezza. Oltre a questa singolare circostanza, dalla consulenza è emerso che le tracce ematiche presenti sul volto della donna non sarebbero in alcun modo compatibili con le riferite percosse”

Quanto ha influenzato questa bruttissima storia sulla carriera del suo cliente?
“Tanto. La vicenda è esplosa alla fine di luglio del 2013, quando Massimo rientrava da una serata nella quale aveva appena ritirato un premio importantissimo in campo musicale, il Premio Lunezia. Da quel giorno non ha praticamente più lavorato. Sono state annullate tutte le date del tour estivo e tutte le serate in programma. Su di lui ancora incombe un pregiudizio enorme nell’ambiente dello spettacolo che mi auguro si possa finalmente superare, essendo emersa la prova della sua innocenza. Quest’anno aveva presentato anche un bellissimo brano per il Festival di Sanremo. Ha ricevuto un danno enorme da questa vicenda ed oltre ad un risarcimento, ha diritto ad una riabilitazione, anche mediatica”

Forse un uomo paradossalmente è meno tutelato di una donna in ambito giudiziario?
Posso dire che l’associazionismo, per esempio, è tutto sbilanciato a favore delle donne. I media parlano solo di violenza di “genere”, di “femminicidio” (parola orribile!); l’uomo è sempre e comunque il lupo cattivo. Trovo che sia sacrosanto difendere le donne e sono il primo a farlo, anche gratuitamente, pur non appartenendo ad alcuna associazione, ma ritengo che per raggiungere un livello sano di civiltà, si debba superare il pregiudizio nei confronti dell’uomo, sul quale incombe una assurda presunzione di colpevolezza. Nonostante ci siano statistiche anche sul punto, non si è mai pensato di riconoscere come fenomeno la violenza che gli uomini subiscono invece dalle donne. Posso assicurare che il ricorso da parte di alcune donne alle false denunce e ai falsi abusi, strumentali per ottenere ad esempio l’affidamento dei figli o provvedimenti di natura economica, nelle aule di giustizia è sempre più frequente. Ci sono padri separati ridotti sul lastrico, costretti a mangiare alla Caritas. Porterò avanti la mia battaglia anche per loro. La violenza non ha sesso.

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imma giuliani ape
 

Imma Giuliani, criminologa Responsabile Nazionale Unità Prevenzione e Analisi Criminologica Consulente di casi di rilevanza nazionale e internazionale tra i quali: Raffaele Sollecito, Bernardo Provenzano.Esperta in persone scomparse.