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La Mogherini e gli SMS di Renzi

di Ernesto Vergani

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con una lettera di tre righe al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, candida Federica Mogherini alla carica di ministro degli Esteri dell’Europa.
“Caro presidente, desidero informarla che il governo italiano ha deciso di designare Federica Mogherini, attuale ministro degli Esteri, al ruolo di Alto rappresentante e vicepresidente della Commissione europea”.
La scadenza era mezzanotte. La missiva è arrivata al fotofinish. Matteo Renzi mostra i muscoli con l’Europa. Vedremo.  L’opposizione di alcuni Paesi dell’Est, che ritengono la Mogherini troppo filorussa, e di altri che la giudicano inesperta, è molto forte.

I conoscitori di diplomazia e di vicende europee sostengono che la candidatura della Mogherini sia stata preparata male. L’Europa non è l’Italia. Ci vuole altro al di là dell’energia e della volontà. Volere e potere in Europa difficilmente coincidono.
Il marketing della politica e la preparazione dei politici all’estero sono spesso più avanzati. Al pari della competizione. Un po’ come nel mondo del lavoro. Oggi essere manager a Londra è più stressante che esserlo a Roma, Milano, Napoli, Torino. La concorrenza tra colleghi raggiunge livelli parossistici.
La semplificazione del modo di agire del premier è sicuramente utile. Lo sanno bene i manager. Pagano low profile e understatement. Bisogna sminuire. Ma tutto può essere risolto con un sms?
Arrivare con due ore di ritardo a un incontro ufficiale, da alcuni diplomatici e politici europei può anche essere criticato. Come annullare una conferenza stampa istituzionale per volare a Roma e partecipare a una puntata speciale di “Porta a Porta”.

La differenza è il contenuto.  Sapere è potere. A ciò va in direzione opposta l’incaponimento diffuso, anche in Europa, sulle quote rose. Da Bruxelles fanno sapere che l’obiettivo minimo è fare meglio della Commissione uscente, che conta nove donne su 28 commissari.

“Non accetteremo un club per gentiluomini”, sostiene il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz. Ciò nonostante sia antidemocratico e anti-meritocratico candidare a tutti i costi solo donne  Se un uomo è un genio della politica estera, lo mettiamo comunque da parte in nome delle quote rosa?
Bisogna scommettere su Federica Mogherini unicamente per una ragione: qualora sia brava. Il linguaggio muscolare di Renzi rischia di pagare poco in Europa. “Non prendiamo lezioni da nessuno”, “l’Italia non teme i giudizi”, “bisogna avere rispetto dell’Italia”. Drogare il linguaggio indebolisce il messaggio. Ingenera il sospetto di un contenuto scialbo.