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Bruchi, coleotteri, persino vespe, sono un cibo iperproteico, ecologico, ricco di minerali e disponibile in grandi quantita': la Fao indica gli insetti nella sua nuova 'ricetta' per sconfiggere la fame nel mondo. Si tratta, fa notare Eva Mueller, direttore di economia forestale presso l'agenzia per l'alimentazione e l'agricoltura dell'Onu, di animali disponibili in cosi' grandi quantita' che non c'e' bisogno neanche di allevarli. "Due miliardi di persone, un terzo della popolazione mondiale, gia' li mangiano perche' sono deliziosi e nutrienti", spiega la Mueller, "gli occidentali devono solo superare il disgusto". "E il messaggio e' 'mangiate gli insetti', ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa.

 

Ma in alcune parti del mondo il consumo di insetti e' gia' parte della vita quotidiana, come ha raccontato il ministro delle Foreste del Gabvon, Gabriel Tchango; anzi che alcuni insetti -come le larve di coleottero- e alcune ricette- le termiti alla griglia- sono considerate una vera e propria leccornia. "Gli insetti contribuiscono a circa il 10 per cento delle proteine consumate dalla popolazione". Secondo la Fao, l'allevamento di insetti e' "uno dei tanti modi per trovare cibo e affrontare l'insicurezza alimentare". "Gli insetti sono ovunque, si riproducono rapidamente, crescono velocemente ed hanno un basso tasso di impatto ambientale", aggiunge ancora il rapporto, realizzato in tandem da Fao e dalla Wageningen University in Olanda. La Fao raccomanda anche un uso piu' ampio di insetti come mangime per il bestiame. "Gli insetti possono integrare mangimi tradizionali come soia, mais, cereali e farine di pesce", si legge ancora nel rapporto, secondo cui gli insetti piu' nutritivi sono le larve della mosca comune e il verme giallo. Attualmente sono gia' consumati in tutto il mondo quasi 1.900 specie di insetti diversi, ma i piu' comuni sono i coleotteri (31%), i bruchi (18%), le api, vespe e formiche (14%), seguite da cavallette, locuste e grilli (13%).

In alcune citta' come Bangkok e Kinshasa, prosegue il rapporto, c'e' gia' un fiorente commercio di insetti e una simile cultura - l'entomofagia - dovrebbe essere estesa anche altrove. Secondo la Fao, inoltre, la qualita' nutritiva degli insetti e' assolutamente competitiva rispetto a cibi piu' tradizionali: mentre il manzo ha un contenuto di ferro pari a 6 milligrammi ogni etto di peso a secco, il contenuto di ferro delle locuste varia tra gli 8 e i 20 milligrammi ogni 100 grammi; inoltre agli insetti bastano due chili di mangime per produrre un chilo di 'carne' di insetto rispetto a un rapporto molto piu' gravoso per i bovini (8 a 1). "La storia ha dimostrato che i modelli alimentari possono cambiare velocemente, soprattutto in un mondo globalizzato. Lo testimonia la rapida accettazione del pesce crudo sotto forma di sushi". Di qui la conclusione: "Non tutti sono pronti a infilarsi un baco in bocca", ha osservato la Mueller. "Probabilmente ci vorra' un po', ma molti lo stanno gia' facendo".

COLDIRETTI, INSETTI PER CIBO ESTRANEI A NOSTRA CULTURA - Una corretta alimentazione non puo' prescindere dalla realta' produttiva e culturale locale nei paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento allo studio della Fao nel quale si stima che gli insetti fanno parte delle diete tradizionali di almeno due miliardi di persone e che potrebbero quindi essere essenziali per combattere la fame. Non si puo' trattare il cibo come una merce qualsiasi, ma per combattere la fame occorre prima di tutto - sottolinea la Coldiretti - investire nell'agricoltura delle diverse realta' del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identita' territoriali per sfuggire all'omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall'estero.

A questo principio - continua la Coldiretti - non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che anche se iperproteici sono pero' molto lontani dalla realta' culinaria nazionale. In Italia sopravvivono alcuni esempi di prodotti formaggi con insetti come il pecorino "marcetto", il formaggio "saltarello", il "formai nis" e il "casu marzu" un pecorino sardo colonizzato dalla mosca casearia che rilascia nella forma le uova dalle quali nascono larve che traggono nutrimento cibandosi della forma stessa e sviluppandosi in essa. Un prodotto che non sarebbe consentito dalle norme comunitarie, ma che e' stato salvato dall'estinzione grazie all'inserimento nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali da parte della regione Sardegna.

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