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Lavitola, l’attentato a Ranucci e gli affari segreti in Zimbabwe. I pm seguono la pista dei soldi

Nuovi sviluppi nell’inchiesta

Lavitola, l’attentato a Ranucci e gli affari segreti in Zimbabwe. I pm seguono la pista dei soldi

Proseguono le indagini sull’attentato a Sigfrido Ranucci su mandato di Valer Lavitola. I pm non credono alla versione del faccendiere, vale a dire che lo avrebbe fatto solo per favorire una possibile discesa in campo dell’amico giornalista, facendogli aumentare la visibilità, Per gli inquirenti c’è di più, per questo si segue la pista legata ai soldi. La moglie di Lavitola avrebbe parlato – riporta Il Corriere della Sera – di “bonifici o veri e propri affari in comune”, piuttosto di presunti “favori tra amici”. In questo contesto emerge una nuova cena in cui “Lavitola, impelagato nall’avventura sui carbon credit in Africa, fece sedere al tavolo un consigliere dell’ambasciata dello Zimbabwe a Roma con l’amico Ranucci”.

L’ex conduttore di Report. fa sapere al telegiornale di Rai 1 di essersi “trovato questo diplomatico al tavolo ma abbiamo parlato di progetti di sviluppo in Africa e Piano Mattei“. Il servizio aggiunge che Ranucci avrebbe in seguito contattato l’ambasciata dello Zimbabwe a Roma. Natalia Potenza, la moglie di Lavitola, è stata ascoltata come persona informata sui fatti dal pm. Con sé la signora aveva un dossier di circa mille pagine, ora al vaglio degli investigatori. Tutto depositato in Procura. Possibili nuovi sviluppi.