Non si tratta del “giardino all’italiana”, armonico e simmetrico, esempio di perfezione che per secoli ha dettato il gusto nelle corti di tutta Europa; né di quello romantico “all’inglese” – tipico del Settecento – dove la natura non viene addomesticata dall’uomo, secondo il pensiero di Rousseau, ma resta – apparentemente – selvaggia. Quello costruito da Niki de Saint Phalle – artista contemporanea di doppia nazionalità franco-statunitense – rappresenta un’unicum nel panorama dei giardini monumentali e dei parchi artistici in Italia. Il Giardino dei Tarocchi a Garavicchio, a pochi passi da Capalbio è diventata una tappa obbligata per tanti romani che si muovono dalla città per raggiungere le mete di villeggiatura dell’Alto Lazio e della Maremma. Un’opportunità di entrare nel mondo di un’artista visionaria e, al contempo, dentro se stessi.

Sculture in acciaio e cemento vestite di specchi e ceramici
Se ne contano ventidue, dislocate in tutto il parco, realizzate con materiali diversi: acciaio, cemento, vetro, ceramica multicolore, e frammenti di specchi. Le sculture di grandi dimensioni immerse nella macchia mediterranea si ispirano gli arcani maggiori dei Tarocchi. Saint Phalle – che iniziò come modella per Vogue, e poi scelse la strada della scrittura e delle arti – inziò a costruire il suo giardino nel 1979. Ci vollero quasi vent’anni perché il parco venne completato. All’occhio di chi accede nell’area è evidente l’influenza del mondo dell’architetto spagnolo Antoni Gaudí, di cui si ravvede il modernismo surreale in ogni opera. Regna lo sconcerto, sin dai primi passi all’interno del luogo, unito ad ammirazione e divertimento.

Colori, rotondità e meccanismi
Aperto tutti i giorni tra il primo aprile e fino a metà ottobre, il parco è visitale solo nelle ore pomeridiane. La chiusura nei mesi più freddi è necessaria per provvedere al restauro delle sculture, sempre esposte ad ogni tipologia di clima. Nell’ orario di visita, il pubblico è inviato a riflettere. Le opere di Saint Phalle, infatti, non sono solo da guardare in superficie. Vanno osservate con attenzione ed interpretate. A supporto nel percorso di comprensione, ci sono le frasi che l’artista ha sparso lungo la pavimentazione e direttamente sulle sculture.

La gimcana tra statue e pensieri
Nei primi passi del percorso si viene immediatamente travolti dalle monumentali sculture della Papessa – con la sua bocca spalancata da cui esce l’acqua che si riversa in una grande fontana – e quella del Mago. Accanto a loro si erge la Sfinge/Imperatrice – che nasconde al suo interno la casa/studio dell’artista, completa di camera da letto, bagno, cucina completa di elettrodomestici e sala da pranzo. Fitte tra loro, si alternano le opere oniriche dell’Imperatore, la Torre/Grattacielo che apre il tetto svelando un meccanismo di ingranaggi roteanti. Ecco gli Innamorati, la Giustizia, il Profeta e l’Albero della Vita – che riporta riflessioni ed opinioni legate alla società e alla politica – la Temperanza, la Ruota della Fortuna, la Morte, il Diavolo, il Matto ed il Mondo.

Niki de Saint Phalle rimase folgorata dal Park Güell di Gaudi durante una visita a Barcellona nel 1955. Qui incontrò l’artista catalano e prese la decisione di costruire il suo “giardino della gioia”, come dichiarò, “un piccolo angolo di Paradiso. Un luogo di incontro tra uomo e natura. Ventiquattro anni dopo mi sarei imbarcata nella più grande avventura della mia vita, il Giardino”.
Raggiungere il parco è semplice, poiché si trova a poca distanza dall’Aurelia lungo il litorale. Per l’acquisto dei biglietti, è consigliato attivarsi con giorni di anticipo utilizzando Ticketlandia in modo da non rischiare di trovare tutto esaurito. Al numero telefonico indicato sul sito ufficiale risponde un messaggio automatico; difficile avere informazioni dirette su orari e biglietti, non rimborsabili una volta acquistati.






