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Cronache

Entro il 2017 il 60 per cento delle macchine si potrà connettere a internet. Le funzioni? Innumerevoli. L'automobile segnalerà la più vicina stazione di servizio, il grado di usura dei pneumatici, il menù dei ristoranti vicino ai quali si sta passando. Tutto bello? Mica tanto. Tra le conseguenze ci sarà anche una limitazione della privacy. Annunci indesiderati, multe a carico e polizze assicurative più alte. Sono alcune delle conseguenze possibili: i dati di guida potranno finire a nostra insaputa in mani poco amichevoli...

L'allarme sugli accessori digitali dei nuovi modelli di veicoli lo lancia Carlo Formenti sul Corriere. Visto che non esistono regole che obblighino i produttori a dichiararlo, tutti i dati raccolti dalle nuove automobili potrebbero finire in mani meno amichevoli: dalle assicurazioni, che potrebbero rifiutare un indennizzo e/o aumentare il prezzo della polizza giudicando imprudente la vostra guida. Alla polizia, che potrebbe caricare gli autisti di multe. Alle società di marketing che, incrociando quei dati con gli altri di cui già dispongono, grazie alla disinvoltura con cui vengono raccontati i fatti vostri sui social network, potrebbero bombardare gli ignari automobilisti di annunci indesiderati.

Torna alla mente il caro vecchio detto: "Si stava meglio quando si stava peggio". Ma forse non tutti saranno contenti di comprare una nuova auto. C'è da scommettere che ci sarà che preferirà continuare a girare su vecchie auto. Un po' scassate, forse, ma molto più stupide. E per la privacy, forse, può essere un vantaggio.

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