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In Svizzera consacrati quattro vescovi lefebvriani, è scisma. “Non possiamo scegliere tra fede e Chiesa”

In Svizzera la celebrazione della Fraternità San Pio X per la consacrazione di quattro nuovi vescovi, decisione presa contro il Papa e il Vaticano

In Svizzera consacrati quattro vescovi lefebvriani, è scisma. “Non possiamo scegliere tra fede e Chiesa”
Vescovi Cei ape

In Svizzera ordinati quattro nuovi vescovi: è scisma

I Lefebvriani – con una articolata cerimonia solenne in Svizzera aperta a Econ da una lunga processione e trasmessa via streaming in diverse lingue – hanno ordinato quattro vescovi senza il mandato pontificio. Lo scisma è compiuto dopo l’inascoltato ultimo appello del Pontefice; manca l’atto formale del Papa con la scomunica latae sententiae. I quattro vescovi, preliminarmente, hanno pronunciato la formula con la quale hanno giurato ”fedeltà al Papa e alla Chiesa romana”, poi la consacrazione con l’ imposizione delle mani da parte del vescovo consacrante (con guanto rosso) accompagnata dall’invocazione ‘Accipe spiritum sanctum’.

“Finalmente il giorno è arrivato. Apparteniamo alla stessa famiglia. Noi non possiamo scegliere tra la fede e la Chiesa, noi vogliamo la Chiesa per mezzo della fede e nella fede – ha detto il superiore generale dei Lefebvriani, don Davide Pagliarani, nell’omelia prima della consacrazione dei vescovi -. Veniamo accusati di non rispettare il Papa. Parliamo il linguaggio della fede, della tradizione, ascoltiamo le persone per convertirle. Bisogna smettere di parlare per dare aria alla bocca. Di fede ce ne è una sola ecco perché si fa fatica a capirsi. Con queste consacrazioni non viviamo nel risentimento ma nella gioia e nella speranza. Dio non ci ha abbandonato e non ci abbandonerà, le consacrazioni lo mostrano”. ‘

“Continuiamo a cercare il bene delle anime – ha aggiunto -. Più le anime sono disorientate, più dobbiamo sostenerle. Più la chiesa è oltraggiata, più va amata. Pronti a pagare qualunque prezzo, anche essere trattati da ribelle mentre noi vogliamo amare la Chiesa come nostra madre, servirla come una madre a volte tradita che merita di essere aiutata . Potremmo restare indifferenti? No, sarebbe tradire la Chiesa. Più si esalta l’uomo in modo fanatico, più viene allontanato dal suo vero bene. Questa peste paralizza le anime. Ebbene, noi con le consacrazioni vogliamo continuare a riversare il preziosissimo sangue del Signore su tutte le anime. C’è una sola alleanza”.

E ai nuovi vescovi: ”Quali consigli darvi? Quelli di Gesù che dice: ‘ vi mando come agnelli in mezzo ai lupi’. Mai piegarvi, non arretrate, la consacrazione vi darà una forza irresistibile. Gesù vi da’ un altro consiglio: siate semplici e astuti come serpenti. No all’inganno che c’è nel mio nido. I vostri nemici non vi affronterà mai frontalmente. Di fronte al pericolo, pregate, restate vigili e non tornate indietro. Svelate l’inganno che è nel mondo e predicate come colombe senza ambiguità”.

Al via le celebrazioni in Svizzera

Al via ad Econe, in Svizzera, la celebrazione della Fraternità San Pio X per la consacrazione di quattro nuovi vescovi, decisione presa contro il Papa e il Vaticano. La celebrazione si svolgerà in rito antico e in latino. La cerimonia, preceduta da una processione, è presieduta da mons. Alfonso de Galarreta, vescovo consacrante, coadiuvato da mons. Bernard Fellay in qualità di co-consacrante. I futuri vescovi sono: don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry (Francia), don Marc Hanappier (Francia). Secondo gli organizzatori i fedeli presenti sono oltre 17mila. 

I lefebvriani dunque tirano dritto sulle consacrazioni episcopali, senza ascoltare l’ultimo appello del Papa lanciato ieri, avviandosi dunque verso lo scisma. E rispetto a quanto avvenuto esattamente 38 anni fa, quando con lo stesso atto furono scomunicati da Giovanni Paolo II, la cerimonia che si svolge sempre ad Econe, avviene anche in diretta sui canali social della Fraternità San Pio X, visibile dunque in tutto il mondo con commenti alla celebrazione in varie lingue.

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Il cardinale Müller: “I lefebvriani fissati e ideologici, non cederanno”

“Ho poca speranza che” i lefebvriani “rinuncino all’ultimo momento, sono fissati, seguono la loro ideologia. Non può essere che un gruppo di cattolici definisca sé stesso come l’unica presenza della verità cattolica contro i Papi, i vescovi, i concili. Paradossalmente, sono più protestanti dei protestanti che oggi, in Europa, sono più vicini al Papa di loro”. Così in un’intervista al Corriere della Sera il cardinale Gerhard Ludwig Müller, che teme non sia possibile che i lefebvriani tornino indietro. “Si comportano – dice – come Lutero cinque secoli fa: accetterò il Papa quando il Papa accetterà la mia idea di tradizione. Tutto questo è ridicolo”. “Benedetto XVI – racconta – era molto generoso e decise di rimettere loro la scomunica come gesto di dialogo, aspettandosi che facessero alcuni passi verso l’unità e la piena comunione con la Chiesa. E loro l’hanno malinteso”.

In che modo? “Hanno visto un gesto così generoso come una capitolazione di Roma davanti a loro: va bene, finalmente Roma capisce che noi abbiamo sempre avuto ragione”. Müller spiega che “vogliono giudicare il Papa: sono convinti che, a partire dal Concilio Vaticano II, tutti i Papi abbiano deviato dalla retta dottrina della Chiesa cattolica”. Del Concilio, in particolare, non accettano “alcuni punti sulla libertà religiosa, la separazione tra Chiesa e Stato”. Il cardinale fa sapere anche che “non sono pochi, hanno ottocento preti, trecento seminaristi, fedeli che si avvicinano e ricevono da loro i sacramenti. La nomina di nuovi vescovi senza il consenso del Papa è illegittima ma la successione apostolica è valida”. Su cosa accadrà ora: “Il Papa dovrà scomunicarli, la scomunica è automatica: non dipende da un suo parere privato ma dal suo ufficio di Successore di Pietro”.

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