Dal polo Angelucci a La Verità: perché Il Giornale, Libero, Il Tempo e Belpietro non raccontano la stessa destra
Dopo i giornali mainstream, la mappa dell’informazione italiana passa dalla galassia conservatrice. Ma parlare genericamente di “giornali di destra” oggi non basta. Dentro lo stesso grande raggio d’azione convivono testate vicine alla destra di governo, quotidiani più identitari, giornali di palazzo, testate anti-mainstream e pubblici e lettori che non sempre coincidono.
La galassia delle testate di destra è meno compatta di quanto sembri. Il Giornale, Libero, Il Tempo e La Verità non parlano allo stesso “lettorato” e neanche allo stesso elettorato verrebbe da dire.
Il Giornale: l’ex casa Berlusconi
Sul fronte conservatore, la mappa non può non fare scalo dal gruppo Angelucci. Il Giornale, oggi diretto da Tommaso Cerno, oltre ad essere l’ex quotidiano della famiglia Berlusconi, è diventato un tassello importante del nuovo ecosistema conservatore, tra destra di governo, interessi economici e battaglia culturale. Nonostante, come rivelato da Affaritaliani i conti siano ancora in rosso. Nel 2025 si sono registrate perdite per 3,02 milioni di euro e le copie medie giornaliere vendute scese a 25.716, circa 2.000 in meno rispetto allo scorso anno.
Leggi qui la Parte 1: i giornali Mainstream
Libero: la destra da combattimento
Nello stesso perimetro anche Libero, guidato da Alessandro Sallusti. Si rivolge a una destra più radicata: polemica, identitaria, da combattimento. La sua lingua è più diretta, più aggressiva, spesso costruita sulla dialettica contro la sinistra, la magistratura, l’Europa, il politically correct. Segue un modo di informare che non lascia spazio alla mediazione, ma cerca il conflitto e spesso lo scontro.
Libero e Il Giornale parlano a un pezzo riconoscibile dell’opinione pubblica di centrodestra (e non solo) e contribuiscono a fissarne identità, priorità e… nemici.
Il Tempo: la destra romana di palazzo
Il Tempo, con Daniele Capezzone alla direzione, ha una funzione ancora diversa. È il quotidiano romano della destra di palazzo e del commento politico. Ha una tradizione territoriale, ma con Capezzone accentua un profilo liberal-conservatore, atlantista, anti-tasse, anti-burocrazia, molto centrato sui temi cari all’elettorato di centrodestra e al mondo produttivo insofferente verso lo Stato regolatore.
La Verità: l’anti-mainstream che guarda oltre il governo
Poi c’è La Verità. Il quotidiano fondato e diretto da Maurizio Belpietro non coincide automaticamente con la destra di governo. Intercetta un’area più movimentista, anti-mainstream, critica verso i media tradizionali, l’Europa, la magistratura, il movimento green, e ad alcune lotte per i diritti.
Sembrerebbe intercettare quello che il Generale Vannacci vuole portare nella politica come sintomo di un’area che si muove alla destra della destra di governo. Futuro Nazionale può diventare uno spazio politico-mediatico capace di mettere pressione ai giornali più vicini alla maggioranza. Una parte dell’editoria conservatrice, e La Verità più di altre, sembrerebbe orientata ad intercettare il malcontento di chi considera la destra di governo troppo istituzionale, troppo prudente, troppo assorbita dal sistema.
Leggi qui la Parte 1: i giornali Mainstream
Così la mappa dei giornali di destra racconta una cosa precisa: la destra editoriale non è un blocco unico. C’è chi parla al governo, chi alla pancia del centrodestra, chi ai palazzi romani e chi intercetta il malcontento anti-mainstream e si sposta “un po’ più in là”. La domanda, anche qui, non è soltanto da che parte stanno i giornali. La domanda è quale destra raccontano, a quale pubblico parlano e quale pezzo di potere provano a orientare e a…difendere.

