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È' polemica in Francia per una proposta di legge anti prostituzione che prevede sanzioni per clienti. I promotori sperano che il provvedimento, che sottoposto in questi giorni al Parlamento, aiuterà a cambiare l'atteggiamento dell'opinione pubblica proteggendo le prostitute. La legge prevede multe di 1.500 euro per clienti e di 3mila euro in caso di recidiva, nonché l'obbligo di seguire lezioni mirate a illustrare i danni causati dall'industria del sesso. La proposta avanzata dal governo socialista ha scatenato un dibattito su sesso e sessismo, nonché sull'evoluzione dell'industria del sesso, legata soprattutto all'arrivo di sempre più prostitute straniere, provenienti dall'Asia e dall'Europa orientale. Attualmente in Francia la prostituzione è legale, mentre non lo sono le case di appuntamenti, l'adescamento e lo sfruttamento della prostituzione.

L'obiettivo della legge è depenalizzare le circa 40mila prostitute nel Paese, eliminando un provvedimento del 2003 che vieta l'adescamento nelle strade, e rendere più accessibile per le prostitute straniere la possibilità di restare legalmente in Francia, a patto che abbandonino la professione. In molti hanno però criticato la proposta, difendendo il diritto di chi usufruisce del sesso a pagamento. Il mese scorso era stato pubblicato un manifesto intitolato 'Giù le mani dalla mia prostituta", firmato da un gruppo di uomini tra cui un avvocato di Dominique Strauss-Kahn, accusato di sfruttamento aggravato della prostituzione.

Inoltre nelle scorse settimane era emersa una petizione firmata 70 celebrità, fra cui l'attrice Catherine Deneuve, che interpretò una prostituta nel celebre film 'Bella di giorno' di Luis Bunuel, il cantautore Charles Aznavour e l'ex ministro della Cultura e dell'istruzione, Jack Lang. "Senza sostenere né promuovere la prostituzione - si legge nel testo della petizione - respingiamo la penalizzazione di chi si prostituisce e delle persone che acquistano i loro servizi, e chiediamo un vero dibattito senza pregiudizi ideologici". Il tutto dopo la petizione lanciata da 343 uomini, tra i quali giornalisti e scrittori, chiamata "Touche pas à ma pute" ("Giù le mani della mia troia"). I firmatari si sono definiti "salauds", "porci". Tra i firmatari ci sono sia chi pensa che la prostituzione dovrebbe sparire sia chi pensa che dovrebbe restare. Ma hanno tutti una cosa in comune: dicono no alla penalizzazione. "Non è quella la strada".

GOVERNO, MARCI INDIETRO SUL BLOCCO AMMINISTRATIVO - Poche ore prima dell'inizio previsto del esame del disegno di legge per rafforzare la lotta contro la prostituzione, il governo ha introdotto un emendamento a sorpresa annullando gli effetti delle disposizioni di cui all'articolo 1, che prevedevano la possibilità di ricorso al blocco amministrativo siti che promuovono il protettore rivelato

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È' polemica in Francia per una proposta di legge anti prostituzione che prevede sanzioni per clienti. I promotori sperano che il provvedimento, che sottoposto in questi giorni al Parlamento, aiuterà a cambiare l'atteggiamento dell'opinione pubblica proteggendo le prostitute. La legge prevede multe di 1.500 euro per clienti e di 3mila euro in caso di recidiva, nonché l'obbligo di seguire lezioni mirate a illustrare i danni causati dall'industria del sesso. La proposta avanzata dal governo socialista ha scatenato un dibattito su sesso e sessismo, nonché sull'evoluzione dell'industria del sesso, legata soprattutto all'arrivo di sempre più prostitute straniere, provenienti dall'Asia e dall'Europa orientale. Attualmente in Francia la prostituzione è legale, mentre non lo sono le case di appuntamenti, l'adescamento e lo sfruttamento della prostituzione.

L'obiettivo della legge è depenalizzare le circa 40mila prostitute nel Paese, eliminando un provvedimento del 2003 che vieta l'adescamento nelle strade, e rendere più accessibile per le prostitute straniere la possibilità di restare legalmente in Francia, a patto che abbandonino la professione. In molti hanno però criticato la proposta, difendendo il diritto di chi usufruisce del sesso a pagamento. Il mese scorso era stato pubblicato un manifesto intitolato 'Giù le mani dalla mia prostituta", firmato da un gruppo di uomini tra cui un avvocato di Dominique Strauss-Kahn, accusato di sfruttamento aggravato della prostituzione.

Inoltre nelle scorse settimane era emersa una petizione firmata 70 celebrità, fra cui l'attrice Catherine Deneuve, che interpretò una prostituta nel celebre film 'Bella di giorno' di Luis Bunuel, il cantautore Charles Aznavour e l'ex ministro della Cultura e dell'istruzione, Jack Lang. "Senza sostenere né promuovere la prostituzione - si legge nel testo della petizione - respingiamo la penalizzazione di chi si prostituisce e delle persone che acquistano i loro servizi, e chiediamo un vero dibattito senza pregiudizi ideologici". Il tutto dopo la petizione lanciata da 343 uomini, tra i quali giornalisti e scrittori, chiamata "Touche pas à ma pute" ("Giù le mani della mia troia"). I firmatari si sono definiti "salauds", "porci". Tra i firmatari ci sono sia chi pensa che la prostituzione dovrebbe sparire sia chi pensa che dovrebbe restare. Ma hanno tutti una cosa in comune: dicono no alla penalizzazione. "Non è quella la strada".

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