Un altro “dead man walking” esce dal più letale dei bracci della morte negli Usa: Manuel Velez, operaio, è stato rilasciato dalla prigione di Huntsville, in Texas, nella cui ‘death row’ aveva passato 9 anni per un infanticidio che non aveva commesso.
Velez è il secondo condannato a morte scagionato negli Usa in due mesi: in settembre in North Carolina Henry McCollum è stato rilasciato dopo aver passato oltre 30 anni nel braccio della morte.
In un comunicato, l’American Civil Liberties Union (ACLU) ha ricordato che Velez, immigrato ispanico analfabeta, con un quoziente intellettivo di 65, firmo’ una confessione scritta in lingua inglese che non comprese, mentre il suo avvocato non porto’ davanti alla corte le testimonianze di quanti conoscevano la storia di abusi sui figli della fidanzata dell’uomo. Manuel non avrebbe mai dovuto essere imprigionato, abbandonato nel braccio della morte in attesa di essere giustiziato. E’ senza alcun dubbio innocente – ha detto il suo avvocato Brian Stull – la mia gioia per lui e la sua famiglia e’ velata di tristezza per gli anni che il nostro sistema giudiziario gli ha rubato, solo perche’ era troppo povero per pagarsi un avvocato migliore di quello che lo Stato gli assegno’.
” Dovremmo vergognarci degli errori che hanno portato Manuel prossimo all’esecuzione”, ha aggiunto il legale, ricordando uno studio recente secondo cui un condannato a morte su 25 e’ innocente negli Stati uniti.

