“E’ stata un’azione militare portata avanti da cittadini europei affiliati al terrorismo islamico”. Magdi Cristiano Allam avverte parlando con Affari: “Rischi anche per l’Italia, è una guerra endogena che stiamo subendo. Bisogna tagliare i fili al terrore”.
Come va considerato quello che è successo oggi a Parigi?
Dobbiamo prendere atto che è stata una vera e propria azione di guerra, portata avanti con tecnica militare. E’ stata una strage che sconvolge per l’efferatezza. E’ stata di certo compiuta da persone abituate a combattere e a uccidere. E’ altamente probabile che si tratti di reduci di rientro dall’Iraq o dalla Siria, di terroristi islamici che hanno combattuto lì, e soprattutto di cittadini europei. Il dato di rilievo è che oggi scopriamo che la guerra del terrorismo islamico, anche nella sua versione più efferata, ce l’abbiamo in casa ed è portata avanti da cittadini europei.
Anche l’Italia corre dei rischi?
I rischi per l’Italia ci sono perché la strage evidenzia l’incompatibilità tra la libertà di espressione che è fulcro della nostra civiltà e il divieto assoluto di raffigurare e criticare Maometto. Un divieto condiviso da tutti i musulmani, moderati o estremisti. L’episodio di Charlie Hebdo segna l’apice di un clima di odio che coinvolge tutti, sia moderati sia estremisti. Nel 2007 i moderati della grande moschea di Parigi e dell’unione degli islamici in Francia (che si rifà ai Fratelli Musulmani) citarono in giudizio Charlie Hebdo per aver ripubblicato le vignette del quotidiano danese Jyllands Posten ma persero il processo. Nel 2011 c’era stato un attentato con il lancio di una bottiglia molotov verso la sede del giornale. Insomma, negli anni si era creato un clima di odio a cui aveva concorso tutto il mondo musulmano.
Quindi gli uomini che hanno agito non sono cani sciolti ma sono organici a gruppi terroristici?
Non solo sono organici a gruppi terroristici ma sono organici a un intero contesto. La condanna di coloro che criticano l’Islam e che offendono Maometto è generalizzata. Personalmente anche l’Ordine dei giornalisti italiano mi aveva perseguito per islamofobia. Criticare l’Islam è reato. Poi l’accusa è totalmente rientrata perché la nostra Costituzione legittima in modo assoluto la critica a una religione.
Laura Boldrini ha però invitato a non confondere “terroristi e Islam”…
Boldrini rientra in una categoria di persone che sembra avere come missione quella di difendere l’Islam e i nemici della nostra civiltà. La tesi secondo cui l’Islam sarebbe buono e i terroristi cattivi sarebbero un’infima minoranza è senza fondamento. I terroristi uccidono invocando Allah e vendicando Maometto. I terroristi si rifanno alle prescrizioni coraniche. La Boldrini non conosce l’Islam, il Corano e la parole di Maometto. Ma a prescindere da tutto ciò in una situazione come questa un’alta carica istituzionale dovrebbe mettersi senza se e senza ma dalla parte della nostra civiltà.
In che modo bisogna reagire a quanto accaduto a Parigi?
Bisogna prendere atto che siamo in guerra e che si tratta di una guerra endogena che stiamo subendo. E’ una guerra interna portata avanti da cittadini europei di fede islamica. Il male e il pericolo non stanno tanto nel kalshnikov o nella cintura imbottita ma nel lavaggio del cervello che queste persone subiscono nelle scuole, nelle moschee, sui siti internet e nei centri di formazione. Vengono trasformate in bombe umane pronte al martirio. Per vincere dobbiamo non solo prendere la punta dell’iceberg ma intercettare la filiera produttiva del male.
@LorenzoLamperti
