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Malaria all’aeroporto di Francoforte, l’infettivologa: “La mortalità può essere elevata perché non siamo immuni’

Il caso Francoforte preoccupa i viaggiatori, il consiglio è rivolgersi prima della partenza alle travel clinic per muoversi informati’

Malaria all’aeroporto di Francoforte, l’infettivologa: “La mortalità può essere elevata perché non siamo immuni’
zanzara

I casi di malaria all’aeroporto di Francoforte, con 6 persone infettate e due decessi, hanno suscitato allarme in particolare per le tragiche conseguenze. “La mortalità alle nostre latitudini può essere alta perché in queste aree la malattia non è endemica, per cui la popolazione generale non è immune. In più la malaria da plasmodio falciparum ha di per sé un’alta letalità e mortalità, soprattutto se non diagnosticata in tempo. E sappiamo che è molto difficile diagnosticare la cosiddetta ‘malaria aeroportuale’ proprio perché i sintomi compaiono in persone che non hanno un link epidemiologico, non hanno una storia di viaggio recente in aree endemiche”. Questa è l’analisi di Angela Corpolongo, infettivologa dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma e presidente Società Italiana di medicina tropicale e salute globale (Simet) contatta dall’Adnkronos.

La ‘malaria aeroportuale’ è legata alla puntura di una zanzara del genere anopheles infetta che viaggia a bordo di un aereo e che, una volta sbarcata, trasmette la malaria all’uomo pungendolo. Insomma questi casi “non sono legati a persone che soggiornano in area endemica e che tornano infette, ma “a una zanzara che ‘viaggia’ sui veivoli”.

La vicenda di Francoforte produce “preoccupazione nella popolazione generale, in particolare nei viaggiatori ma ci sono elementi da tenere in considerazione”. Il primo è che “la malaria non si trasmette da uomo ad uomo, ma è necessario che ci sia il vettore infetto che punge e quindi la trasmette. Inoltre, in Italia è alto il livello di sorveglianza, sia da parte degli ambulatori in frontiera, quali possono essere gli ambulatori dell’Usmaf, sia da parte di entomologi che nel territorio nazionale monitorano la presenza di genere di anopheles che possono essere in grado di trasmettere la malaria”.

In questo quadro quale consiglio da dare ai viaggiatori? “Quello di viaggiare informati. E’ importante fare visite in ambulatori dedicati, come le ‘travel clinic’ prima di un viaggio. Nel corso della visita si ricevono informazioni sull’eventuale opportunità di fare ad esempio profilassi per malaria o vaccinazioni dedicate e vengono spiegati quali sono i sintomi a cui porre attenzione e da non sottovalutare, sia se compaiono durante il viaggio sia al rientro”, conclude Corpolongo.

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