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Malato di tumore, licenziato per le troppe assenze

Un uomo malato di tumore (un macroadenoma fortunatamente benigno) è stato licenziato dalla sua azienda dopo essersi sottoposto a tre interventi chirurgici. La motivazione addotta? Le troppe assenze

Di Marco Scotti
@marcoscotti83

Un uomo malato di tumore (un macroadenoma fortunatamente benigno) è stato licenziato dalla sua azienda dopo essersi sottoposto a tre interventi chirurgici. La motivazione addotta? Le troppe assenze. No, non è uno scherzo. È quanto è successo a Vincenzo Giunta, guardia giurata brindisina di 48 anni, che dal 2 marzo è “a spasso” dopo aver ricevuto una lettera dalla sua azienda, la Sveviapol Sud srl, che gli comunicava di aver deciso di licenziarlo. “In considerazione delle assenze per malattia – si legge nella lettera – dal 20.3.2014 al 24.3.2014, pari a quattro giorni, e dal 16.6.2014 all’1.3.2015, pari a 240 giorni, Le comunichiamo, essendo cessato il Suo diritto alla conservazione del posto di lavoro, ai sensi dell’art.2110 c.c. e dell’art. 125 del c.c.n.l. per i dipendenti da istituti di viglanza privata, la risoluzione del rapporto di lavoro con effetto alla data di ricezione della presente”.

Ma facciamo un passo indietro. Il 16 giugno del 2014 a Vincenzo Giunta viene diagnosticato un tumore. Inizia il suo calvario, perché l’ospedale migliore in cui sottoporsi ai trattamenti e alle operazioni è il Galeazzi di Milano. Da Brindisi al capoluogo lombardo, accompagnato dalla sorella e dal cognato, lasciando moglie e figli a casa ad aspettare l’esito positivo. La terza operazione, questa volta al Carlo Besta, è quella definitiva: il male è stato definitivamente asportato, e Giunta può tornare a Brindisi. Arriva a casa e tra le lettere che trova nella cassetta della posta c’è anche quella della sua azienda, che gli comunica il licenziamento. “Mi sentivo – racconta ad Affaritaliani.it – come se avessi segnato il più bel gol del mondo e me l’avessero annullato per un fuorigioco inesistente”. Ad aprile Vincenzo tornerà a Milano per l’ultima battaglia: 20 sedute di radioterapia che serviranno a sconfiggere definitivamente il male.

Ma proviamo a metterci per un istante nei panni dell’azienda: ha agito secondo la legge? No, per almeno due buone ragioni. La prima è che nel conteggiare i giorni di assenza di Vincenzo Giunta, ha cumulato sia quelli del 2014 sia quelli del 2015. Ma i giorni vanno conteggiati sull’anno solare, non sul periodo complessivo. Quindi nel 2014 il signor Giunta ha mancato circa 175 giorni di lavoro, nel 2015 meno di 90. Inoltre, supportato da sindacati e avvocati, Vincenzo Giunta aveva chiesto delle ferie (naturalmente da utilizzare per curarsi), in modo da abbassare il monte-ore complessivo che gli sarebbe spettato alla fine dell’anno. L’azienda non ha risposto, il che, secondo quanto sostengono i legali di Giunta, equivarrebbe a un tacito assenso.

Ora l’unica preoccupazione della guardia giurata brindisina è di guarire definitivamente, e di restare vicino alla sua famiglia. Per questo, per sottoporsi ai cicli di radioterapia, partirà il lunedì mattina da Brindisi verso Milano, e farà il percorso inverso il venerdì sera. Per poter stare vicino ai suoi figli e alla moglie. Non ha intenzione di arrendersi, ed è sicuro che in futuro, oltre alla salute, ritroverà anche il suo posto di lavoro.