
Nella war room di Arcore oggi c’erano solo Denis Verdini e Daniela Santanchè: i falchi di Forza Italia, con l’appoggio di Sandro Bondi, vergano di primo mattino una nota durissima contro Letta, definendolo in sostanza “l’uomo delle tasse”, ma – raccontano fonti parlamentari azzurre – i ministri decidono di non appoggiare il documento. Fedeltà dunque a Silvio Berlusconi ma non condivisione della linea durissima decisa a villa San Martino.
La decisione di Silvio Berlusconi di chiedere le dimissioni dei ministri del Pdl e aprire formalmente la crisi di Governo non lascia tutti contenti all’interno della rinata Forza Italia. Soprattuto chi, come Fabrizio Cicchitto, ex capogruppo del Pdl alla Camera e fra le colombe dello schieramento del Cavalire, teme di vedersi affibiata la responsabilità della crisi politica (ed economica) del Paese, con probabili ricadute in termine di consenso elettoralo.
A fronte della compattezza dei ministri del Pdl, non sono passate infatti inosservate le sue parole polemiche. “Apprezzo la decisione dei ministri sul terreno di una cristallina condotta scevra da ogni preoccupazione di potere, ma – ha precisa il deputato pdiellino – ritengo che una decisione di cosi rilevante spessore politico avrebbe richiesto una discussione approfondita e quindi avrebbe dovuto essere presa dall’ufficio di presidenza del Pdl e dai gruppi parlamentari“.
Che la mossa di Berlusconi scontenterà altri esponenti del Centrodestra è ben chiaro a Scelta Civica di Mario Monti, l’ex presidente tecnico del Consiglio sceso in politica nelle ultime elezioni per creare un vasto schieramento di moderati e occupare lo spazio politico oggi ancora ben presidiato dal partito del Cavaliere. Così, gli esponenti di Scelta Civica non si sono fatti sfuggire l’occasione per lanciare un appello a tutte le forze moderate del Paese.

“Altro che ricatto sull’Iva. Le dimissioni dei ministri del Pdl sono il ricatto di Berlusconi all’Italia, alla sua credibilità internazionale, alla tenuta economica e sociale dell’Italia, al futuro dei nostri giovani. Continua cosi’ l’irresponsabilità dei maggiori esponenti del Pdl, spinti da un Berlusconi sempre più padrone e sempre meno leader politico”, sostiene infatti Gianluca Susta, presidente dei senatori di Scelta Civica.
“L’inevitabile crisi che ne consegue – prosegue – sia l’occasione per unire coloro che credono in un’Italia normale. Si uniscano tutti intorno a un programma che metta insieme rigore e sviluppo, che attui una vera riduzione del costo del lavoro per le imprese e i lavoratori, che guardi con attenzione a una vera riduzione della spesa pubblica, che ridia all’Italia un ruolo determinante in Europa, quel ruolo che i governi del Pdl hanno compromesso negli ultimi anni”. “Le forze migliori che esistono nell’elettorato e nella classe dirigente del centrodestra italiano – è l’appello di Susta – si liberi definitivamente da un condizionamento che ormai non è più sopportabile e che pesa come un macigno sul futuro del Paese”.
“Aspetteremo ora con rispetto le decisioni del primo ministro, Enrico Letta, e poi del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano” dice invece il leader di Sc Mario Monti, anticipando che “Scelta Civica non mancherà di dare il proprio contributo a soluzioni di governo credibili, proiettate – puntualizza – sull’intera legislatura e caratterizzate da impegni precisi nei contenuti e nel calendario di attuazione”. “Nell’interesse di un Paese – rileva ancora il senatore a vita – che merita più responsabilità e lungimiranza di quella dimostrata da alcuni in questi giorni”.
