| “Non è assolutamente vero che il gruppo Volkswagen intenda proporre una fusione con Fiat”. Eric Felber, portavoce della casa automobilistica tedesca, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it, smentisce ogni ipotesi di merger tra Vw e Fiat. |
“Spero che Renzi non si faccia intimorire e tenga duro. La Fiat continua ad andare avanti. Se avessimo aspettato le riforme ci saremmo impantanati”. Lo ha detto l’ad della Fiat, Sergio Marchionne parlando con i giornalisti durante la presentazione di una delle sedi dirazionali di Fca che sorgerà a Mirafiori. “Se il premier continua così cercheranno di sfinirlo. Spero che tenga duro – ha proseguito il manager -. Il fatto che il Paese abbia bisogno di riforme non lo dico io ma il mondo intero, ce lo stanno dicendo tutti. Completare il programma di riforme è essenziale. Se non lo facciamo ci andiamo a giocare il futuro. Continuo a essere convinto che l’agenda di Renzi sia da completare. Adesso lo cominciano a criticare perchè ha promesso una tempistica che non c’è. Le buone intenzioni per portare avanti questa avventura ce l’ha, continuano a creargli centomila problemi di convergenze, di punti di vista”.
Marchionne ha anche parlato delle voci di una trattativa per una fusione tra Fiat Chrysler con Volkswagen: “Si sono lasciati trascinare dall’entusiasmo della vittoria sul Brasile. Ma vincere la Coppa è una cosa… Non ho la minima idea di cosa sognino i tedeschi, non ho questo livello di intimità, ma questa non è mai stata un’ipotesi”.
Quanto ai conti del trimestre, Marchionne ha spiegato di non mai soddisfatto, perché i numeri “non mi piacciono, ma sono alla grande, in linea con le attese”. Entro la prima metà di ottobre, invece, arriverà la quotazione a Wall Street.
Parlando di Mirafiori il manager ha detto: “Qui, nell’ex ‘Meccanica 2’ non c’erano più attività da decenni ora è diventato un quartiere direzionale di vitale importanza. Negli anni abbiamo portato qui il nuovo centro stile, le sedi Abarth e New Holland e oggi tutti i servizi prima svolti in corso Ferrucci. L’obiettivo era e resta quella di mantenere tutte queste attività a Torino pur di fronte alle alternative che esistono per una azienda globale come la Fiat di oggi”.

