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Cronache


 

movimento gay (2)

Il Parlamento francese ha approvato la legge che autorizza il matrimonio e le adozioni per le coppie omosessuali. Abbiamo chiesto ad Alessandro Zan parlamentare di Sel e storico attivista per i diritti delle persone Lgbt, se anche in Italia è arrivato il momento per l'approvazione di una legge in materia. Zan è stato il primo nel nostro Paese a proporre ed ottenere il registro anagrafico delle coppie di fatto, aperto sia agli omosessuali che agli eterosessuali.


In Francia è stato approvato il matrimonio omosessuale. E' arrivato il momento dell'Italia?
L'Italia è circondata per usare un'espressione che va di moda. L'intera Europa ci ha sorpassato approvando matrimoni o unioni civili. Non c'è più tempo da perdere.Il Parlamento ha il dovere di discutere e approvare una legge. Io ne ho depositata alla Camera una per il matrimonio. Può essere una base di partenza su cui si possono trovare convergenze.

Secondo lei fra quanto tempo il nostro Paese sarà pronto per la "legalizzazione" delle unioni omosessuali?
Il Paese è pronto. Tutti i sondaggi dicono che tra gli italiani c'è una maggioranza favorevole alle unioni gay. E' stata colpa di una classe politica sorda non aver fatto nulla fin ad ora. Nella scorsa legislatura si è realizzata una maggioranza sul Giovanardi pensiero. Questo Parlamento uscito dalle ultime elezioni potrebbe vedere maggioranze diverse che possono mettere insieme diverse forze, da Sel al Movimento Cinque Stelle al Pd e perché no anche a singoli esponenti del Pdl che non sono così in linea con il no del loro gruppo.

 

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Realisticamente lei crede che sia il momento per una battaglia di questo tipo, con la crisi che non si placa e la situazione politica instabile?
I diritti civili sono l'altra faccia della medaglia dei diritti sociali. Un Paese che vuole progredire rendendo tutti più uguali non può non avanzare anche su questo. Annullare le discriminazioni aiuta a migliorare il grado di civiltà di un paese. Spesso poi i gay sono vittime di discriminazioni sul lavoro e molti pagano tra i primi situazioni di crisi. Se il lavoro e la ripresa economica devono essere il primo punto di un'agenda politica nuova, i diritti civili devono seguire nel campo delle riforme.

Lei è per i matrimoni o per un diverso tipo di unione? Io sono per i matrimoni. Non c'è ragione per non equiparare gli omosessuali alle coppie etero. Ma ovviamente se ci fosse una buona legge di tipo europeo sulle unioni civili sarebbe già un passo avanti.

Non crede che puntando direttamente al matrimonio il rischio sia di non portare a casa nulla? Non sarebbe meglio "accontentarsi" come dicono alcuni di una diversa forma di riconoscimento? Qui non si tratta di accontentarsi. Si tratta di dare diritti a chi è stato fin qui escluso. Vedremo come si svilupperà la discussione in Parlamento e quali convergenze ci saranno. Certo che non si può giocare a ribasso come è stato fatto in precedenza con proposte tipo i Dico o Didore. Ci vuole una legge che equipari i diritti.


Quale è l'ostacolo maggiore per una legge del genere in Italia? La società? I politici? O cosa altro?
I politici finora e alcuni ambienti integralisti cattolici. Ma la responsabilità principale è della politica. Avevo sperato in un Presidente della Repubblica che potesse su questo dare un impulso innovativo. L'elezione di Rodotà sarebbe stato un fatto nuovo sul fronte dei diritti. Ora vediamo se nasce un Governo a chi sarà data la delega alle Pari Opportunità ad esempio. Ci vorrebbe una scelta coraggiosa, magari qualcuno dichiaratamente gay.

Andrea Bufo

Tags:
matrimoni omosessualigayitaliafranciazan
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