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Colle, non solo applausi. Le “ombre” della famiglia Mattarella

Colle, non solo applausi. Le “ombre” della famiglia Mattarella
mattarella quirinale (1)
Bene, bravo, bis. Ma le malelingue parlano di legami del padre di Mattarella con la mafia e dell’altro fratello con la banda della Magliana. E il neo Presidente potrebbe dover testimoniare nel processo Stato-mafia, come già Napolitano. Ecco perché…

Bene, bravo, bis. Gli urrà si sono alzati addirittura per 42 volte. Ma oltre gli applausi le malelingue parlano di presunti legami del padre Bernardo con parte di Cosa Nostra e dell’altro fratello Antonino con la banda della Magliana. Non solo: c’è la possibilità che il nuovo Capo dello Stato sia chiamato a testimoniare nel processo sulla trattativa Stato-mafia su richiesta della difesa di Mancino per quello che sarebbe un clamoroso bis dopo la deposizione di Napolitano.

BERNARDO – Che Sergio Mattarella sia un nome importante per l’impegno antimafia nessuno lo mette in dubbio. Insieme a Leoluca Orlando è stato uno dei protagonisti della primavera di Palermo. C’è però chi sostiene che questo impegno non sia stato comune a tutta in una famiglia nella quale, è bene ricordarlo, il fratello Piersanti perse la vita proprio per mano di Cosa Nostra il 6 gennaio 1980. C’è chi sostiene che il padre del nuovo Capo dello Stato, Bernardo Mattarella, fosse in qualche modo vicino ad alcuni ambienti di Cosa Nostra. Lo ha fatto per esempio il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Nuti, ma lo fa anche un dossier del 1965 a firma del sociologo Danilo Dolci, querelato dallo stesso Bernardo Mattarella che vince la causa. Lo stesso figlio Sergio poi, nel 2008, querelò (e vinse anche lui) i produttori della fiction “Il capo dei capi” per aver fatto riferimento “ad amicizie o comunque frequentazioni mafiose che non hanno riscontro alcuno, ricorrendo ad artifici anche grossolani”.

IL FRATELLO ANTONINO – Non solo Piersanti, Sergio Mattarella ha anche un altro fratello. Si chiama Antonino ed è il suo fratello maggiore. Negli scorsi giorni, dopo la nomina al Colle, si è tornato a parlare di una vecchia storia secondo la quale Antonino avrebbe ricevuto dei prestiti da Enrico Nicoletti, considerato ‘il cassiere della banda della Magliana’. Lo stesso Antonino ha smentito tutto ricordando che poi tutto era finito in un’archiviazione.

LA TESTIMONIANZA AL PROCESSO TRATTATIVA – Ma c’è un altro aspetto di cui parlare. Un evento che se si verificasse avrebbe davvero dell’incredibile. Già la testimonianza resa da Giorgio Napolitano era stato un unicum nella storia repubblicana. Ora si rischia un clamoroso bis a pochissimi mesi di distanza. E sempre nello stesso, delicato quanto scomodo, processo, vale a dire quello sulla trattativa Stato-mafia. Nicola Mancino, infatti, ha dato mandato ai suoi avvocati Massimo Krogh e Nicoletta Piergentili, di citare in aula Sergio Mattarella come testimone. Mancino, imputato per falsa testimonianza, ha richiesto la citazione di Mattarella per chiarire la linea adottata dalla Democrazia Cristiana nei confronti della criminalità organizzata negli anni caldi delle stragi. Nessuna responsabilità adombrata per il nuovo inquilino del Colle, dunque, ma comunque un fatto che potrebbe suscitare davvero clamore.