di Pietro Mancini
Sarebbe significativo, e anche commovente, se stasera, nel suo primo messaggio di fine anno agli italiani, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non facendo i “ragionamendi” contorti, cari a De Mita, ricordasse la vittima italiana della strage di Parigi, la giovane di Venezia, Valeria Solesin. Per tanti italiani, ma anche per molti cittadini della capitale francese, dove ha studiato, lavorava e dove è morta, al “Bataclan”, Valeria rappresenta un simbolo, in cui si è riconosciuta una generazione, la sua, e anche le altre, la precedente e le successive.
Il dolore privato, patito, con grande dignità, dalla famiglia Solesin, è diventato un lutto pubblico. Il Capo dello Stato informi gli italiani sull’iter, in corso, da accelerare, per conferire la medaglia d’oro, quale vittima di terrorismo, alla memoria di Valeria Solesin. La procedura, per le vittime del terrorismo, prevede, infatti, che l’onorificenza venga conferita dal Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Interno.
