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Rischia la vita per un male sconosciuto. Il medico lo cura imitando il Dr House

Una grave insufficienza cardiaca. Una febbre di origine sconosciuta. Un’infiammazione misteriosa dell’esofago. I medici non capivano come salvare la vita di un 55enne. Fino a quando uno di loro, ricordandosi di una puntata del Dr House, è arrivato alla diagnosi giusta

Una grave insufficienza cardiaca all’apparenza inspiegabile. Una febbre di origine sconosciuta che comprometteva la vista e l’udito. Un’infiammazione misteriosa dell’esofago. Questo il complicato quadro clinico di un paziente tedesco di 55 anni. Per sua fortuna il suo medico, oltre che esperto cattedratico era anche un appasionato spettatore del Dr House. E sì, perchè dopo tante analisi e tanti studi, Juergen R. Schaefer non riusciva a venire a capo  della situazione. Fino a quando non si è ricordato di una puntata del medico più famoso della tv.

Il professore della clinica universitaria di Marburg ha effettuato un collegamento con un episodio della serie televisiva americana in cui si affrontava una caso di avvelenamento da cobalto. Nello specifico la colpa era di una protesi fatta di metallo. “La sua cartella clinica era praticamente vuota, fatta eccezione per la sostituzione di entrambi i fianchi con protesi “, sottolinea il dottore sulla rivista inglese Lancet. Nel novembre 2010 l’impianto di sinistra si era rotto ed era stato sostituito da una protesi fatta di  metallo. Sei mesi dopo l’uomo – precedentemente in buona salute – ha cominciato a soffrire di sintomi inspiegabili e di reflusso esofageo con problemi cardiaci.

Ed ecco che arriviamo al dottore con  la pasione per le serie tv e alla scoperta della causa di tanto inspiegabile male: avvelenamento da cobalto e cromo presenti nella protesi. Tutto confermato da una radiografia che ha rivelato residui metallici nel fianco, mentre gli esami del sangue e delle urine hanno mostrato l’avvelenamento. “Tutto questo – ha conlcuso Juergen Schaefer – dimostra che l’intrattenimento ben fatto non solo è in grado di intrattenere ed educare, ma può anche salvare vite umane”.