Maria Latella torna su Rai 3, l’intervista di Affaritaliani alla conduttrice e giornalista
«Spesso cerchiamo conforto in un bignè, ma un romanzo fa meglio alla salute. E anche al girovita». A dirlo ad Affaritaliani è la giornalista Maria Latella alla vigilia del ritorno su Rai 3 de La Biblioteca dei Sentimenti, il programma sui libri che conduce e firma come autrice insieme alla squadra guidata da Pietro Galeotti.
È la sua seconda stagione alla guida del programma, dopo quella partita nel novembre 2025 al venerdì pomeriggio. Stavolta cambia il giorno: l’appuntamento è il sabato alle 16.25. “Mi fa molto piacere tornare di sabato, con una programmazione di Rai 3 molto in linea con lo spettatore del sabato pomeriggio”, racconta. La Biblioteca va in onda dopo TV Talk e prima della replica di Presadiretta: “C’è un fil rouge”.
Si parte dall’ammirazione
Ogni puntata ruota attorno a un sentimento, e la prima è dedicata all’ammirazione. “Penso che faccia bene al nostro sentimento di italiani, ogni tanto, parlare di ammirazione”, spiega Latella. “Non perché dobbiamo autoelogiarci, ma perché ci sono cose per cui vale la pena provarla. L’ammirazione non è invidia, è tutt’altro: è l’apprezzamento verso qualcuno che ha fatto molto bene”.
Il primo oggetto di ammirazione è il Rinascimento, “un momento fantastico nella storia dell’umanità: tutto il mondo ammira l’Italia per averlo avuto”. Se ne parla con Aldo Cazzullo, che al tema ha dedicato il suo ultimo libro, Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento (HarperCollins).
Poi un grande italiano: Giorgio Armani, scomparso un anno fa. Nella settimana della Fashion Week milanese, la puntata presenta Giorgio secondo Armani. La vita oltre il successo (Marsilio). Il libro nasce dalle ore di conversazione che la giornalista Roberta Filippini registrò con lo stilista a partire dal 2014. Armani aveva poi deciso di non farne nulla; ma, dopo la sua morte, la famiglia ha scelto di pubblicarlo. “È il racconto di un Armani più privato, più insolito rispetto a quell’immagine di disciplina che tutto il mondo comunque ammira”.
Il terzo ospite è Carlo Lucarelli, per l’ammirazione verso il suo lavoro e per un’ossessione tutta italiana, quella per il crime. Latella gli ha posto una domanda precisa: “Gli ho chiesto se, nelle sue lunghe ricerche per tutti i gialli che ha scritto, gli sia mai capitato di provare ammirazione per la perfidia o la freddezza di un killer”. La risposta? “Si vedrà”.
Festival pieni, librerie meno
“Il nostro è un tentativo di far amare la lettura in un Paese in cui a leggere non sono proprio tantissimi”. Latella lo chiama un paradosso. I festival sono affollati: dal Salone del Libro di Torino a Pordenonelegge, dove la settimana scorsa ha presentato il suo ultimo libro, La sfida delle idee (Rai Libri), fino al Libro Possibile di Polignano a Mare. “Pordenone era piena, piena di gente che passava da un appuntamento all’altro. Quando si parla di libri la gente accorre. Poi però a comprarli è una fetta non vastissima, rispetto ad altri Paesi”.
La causa, per lei, è antica: “Un’atavica riluttanza degli italiani ad avere interessi culturali. È sempre stata una cosa più di nicchia, mentre in altri Paesi il piacere di leggere, di andare a una mostra, di vedere un film impegnativo è più diffuso”. Ma anche recente: “Siamo usciti dall’analfabetismo dopo la Seconda guerra mondiale, non è tanto. E purtroppo ci stiamo rientrando, perché la dipendenza dai social non aiuta. E adesso ci si mette anche l’intelligenza artificiale”.
Eppure leggere conviene. Latella cita gli studi, tra cui uno dell’Università di Cambridge, secondo cui la lettura fa bene alla salute: allontana il rischio di demenza senile e Alzheimer e mette in moto la parte emotiva di noi. “Quando sei triste e affondi la mente in un romanzo, ti porta fuori dal mondo e ti aiuta. La lettura è anche un conforto”.
Per questo, dice, la Biblioteca dei sentimenti è anche servizio pubblico. “Mi piace stare dentro un programma che coincide con una passione che coltivo da quando ero piccola, ma anche con il ruolo della Rai, che oggi, in tv e in radio, parla di libri e di autori”. Il metodo è raccontare gli scrittori, anche attraverso le schede del programma: “Cerchiamo di tirare fuori la persona, oltre allo scrittore”.
Dal romance a Jane Austen
Come convincere un ventenne che non apre mai un libro? Latella ha le idee chiare: “Con un libro con tante figure”, risponde. “Anche le graphic novel sono pur sempre libri. I nostri ventenni, i nostri quindicenni sono abituati più all’immagine che alla parola: è un buon modo per cominciare ad avere un libro in mano”.
Non tutto è perduto, anzi. “Non dimentichiamo che a 13 anni leggono ancora tanto, è dopo che smettono”. E il fenomeno romance ha riportato il libro di carta al centro della vita delle ragazze. Al Salone di Torino, racconta, ha visto “decine e decine di ragazzine tra i 12 e i 15 anni arrivare col trolley pieno di libri da far firmare a Erin Doom, a Felicia Kingsley“, le autrici romance più amate in Italia.
“Non credo più al pregiudizio snobistico per cui la letteratura è quella alta e il resto è spazzatura. Se un libro emoziona, intanto scardina qualcosa: la pigrizia di andarlo a comprare, la pigrizia di tenerlo tra le mani”. Il passo successivo è allargare lo sguardo: “Far conoscere a chi ama il romance anche altri romanzi. La diffusione di Jane Austen è molto legata al fatto che tante ragazze cominciano con il romance e poi scoprono Jane Austen. Favolosa”.
Philip Roth e Bel-Ami
Il romance, però, non è il suo genere. “Non ho vent’anni, ho cominciato a leggere molto prima”, dice. La sua passione è la narrativa americana, con Philip Roth su tutti: La macchia umana è il libro preferito, ma ci sono anche Il teatro di Sabbath, Ho sposato un comunista e il più famoso, Lamento di Portnoy. Poi Steinbeck, fino agli autori della sua generazione, come Jay McInerney e Tama Janowitz, il cui Schiavi di New York “negli anni Ottanta andava molto e ora è praticamente sparito”.
“Ho amato molto gli Stati Uniti, ci sono andata tantissimo. La narrativa americana ha avuto un’influenza notevole sulla mia formazione”. Tutto è cominciato a 12 anni con Un albero cresce a Brooklyn, “il primo libro che mi ha aperto la mente sugli Stati Uniti”.
L’altro amore è la narrativa francese, con un consiglio che ripete da anni. “Dico sempre che noi giornalisti dovremmo leggere e rileggere Bel-Ami di Maupassant, perché c’è dentro tutto il cinismo della nostra professione”. Lo ha consigliato alla figlia e lo consiglia ai ragazzi che incontra nelle scuole e le chiedono come prepararsi al mestiere: “Cominciate leggendo Bel-Ami“. E ora, appuntamento con La Biblioteca dei Sentimenti in onda domani, sabato 26 settembre, alle 16.25 su Rai 3.


