Suor Anna Monia Alfieri sul caso Roccella: “Gli insulti sono il segno che si è persa la dignità della persona”
Suor Anna Monia Alfieri, cavaliere al Merito della Repubblica ed esperta di politiche scolastiche, interviene sui messaggi d’odio rivolti al ministro Eugenia Roccella, che in questi giorni sta affrontando un momento di forte sofferenza personale dopo la scomparsa del marito tra le acque del lago di Vico. “Non dobbiamo mai dimenticare che il fondamento ispiratore della nostra quotidianità, nel pensiero e nella prassi, è la custodia del carattere umano della nostra umanità”, spiega la religiosa all’Adnkronos.
“Purtroppo la nostra società si dimentica dei principi, agisce senza pensare, ritiene che la parola espressa gridando, che l’affermazione forte contribuiscano a far sì che il proprio pensiero prevalga”. Il rischio, avverte, è che “l’irrazionalità, l’emozione del momento, il sentimento non controllato, l’impulso” non vengano guidati dalla ragione, innescando “spirito di rivalsa e ritorsioni”.
“L’umanità sta correndo un grave pericolo: il nuovo trionfo dell’irrazionalità, in tutti i suoi aspetti. Si tratta, dunque, di un pericolo reale da cui possiamo essere preservati solo ricorrendo al buon esempio, ossia all’esempio di vita offerto da chi è consapevole della dignità dell’uomo e della responsabilità che da tale dignità discende. I commenti apparsi sui social attorno alla vicenda che vede protagonista il marito della ministra Roccella sono la prova evidente, semmai ne avessimo avuto bisogno, di due dinamiche che hanno preso il sopravvento nella nostra società: la fine di qualsiasi percezione della dignità della persona umana – continua Suor Anna Monia Alfieri – il dibattito politico portato avanti tramite la denigrazione dell’altro che non è considerato una persona, non è considerato un avversario, non è considerato un uomo o una donna che semplicemente ha idee diverse ma è considerato un nemico da combattere, non in forza della ragione ma in forza dell’insulto. Come è possibile scrivere determinate affermazioni indirizzate ad una donna che sta vivendo un dramma lacerante ed improvviso? La contesa politica può arrivare a simili livelli di bassezza?”, dice. Da quì l’invito, urgente, a rifondare moralmente l’agire politico, affinché si percepisca chiaramente che vi è “un’etica nella politica”.
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E ancora, spiega la religiosa, “il problema vero è che si è reso necessario ricordare la necessità dell’etica: essendosi persa nella società, la politica, che ne costituisce il riflesso si è trovata sguarnita. Per questo ritengo che la classe politica debba ritrovare se stessa, debba ritrovare la percezione del proprio ruolo di esempio per la società, soprattutto per i più giovani, debba diventare il motore di un rinnovamento che sappia arginare le frange violente, che sappia proporre vie di dialogo in grado di fermare chi alla violenza non vuole rinunciare o chi desidera proporre progetti politici che nulla hanno a che vedere con la dignità dell’uomo”. Poi l’invito la politica affinché ritrovi un nuovo patto tra le diverse forze e metta al centro l’interesse del cittadino.
“La politica deve trovare nuovo coraggio, di azione e di progetto, in grado di non lasciare spazio a chi vuole cavalcare il malcontento dei cittadini ricorrendo a progetti che nelle espressioni, nei riferimenti, nelle modalità non lasciano intravedere nulla di positivo per la società stessa, magari appoggiato da chi crede che la forza si fondi sul denaro e sulle armi. E’ una storia già nota, ma è nota anche la storia della fine che questi potenti hanno fatto. Uomini e donne della politica e delle Istituzioni, abbiate il coraggio di fare la differenza, abbiate il coraggio della testimonianza che un’alternativa all’insulto, alla denigrazione, allo scherno è ancora possibile. Alla ministra Roccella, la mia solidarietà e vicinanza nella preghiera per le ore di angoscia che sta vivendo”, conclude.

