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E' arrivato il momento delgi amanti del freddo. L’autunno mancato lascerà, di botto, il posto all’inverno. Ma si tratta molto probabilmente di una parentesi dalla durata complessiva di 6-7 giorni che si aprirà oggi per concludersi nella seconda metà della prossima settimana e che porterà il Mediterraneo centrale e l’Italia a fare i conti con due irruzioni di aria fredda, con la prima a fare da apripista alla seconda che dovrebbe risultare più intensa, più diffusa e più organizzata.

Lunedì 25, una massa di aria artica si propagherà a tutta l’Italia portando il primo freddo dalle caratteristiche prettamente invernali. Si prevedono ampie schiarite al Nord e su Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, con prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso. Nuvoloso sul Medio Adriatico, al Sud e sulla Sardegna, con precipitazioni che interesseranno soprattutto Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia. L’arrivo dell’aria fredda porterà un abbassamento della quota delle nevicate che in serata cadranno sui rilievi di queste regioni fino a quote molto basse e per lo più comprese tra 300 e 500m. Temperature in sensibile diminuzione. Venti forti settentrionali su tutti i bacini.

Martedì 26, prevalenza di bel tempo al Nord, sul versante tirrenico e sulla Sardegna. Nuvoloso sulle regioni adriatiche, dalle Marche alla Puglia e sulle regioni meridionali, Sicilia compresa, con piogge e rovesci e lungo la costa e nevicate sui rilievi fino a quote basse e per lo più comprese tra 300 e 600m. Temperature in ulteriore lieve calo, specie al Sud. Gelate mattutine al Nord, con minime in Pianura Padana per lo più comprese tra 0 e -3 °C. Giorni successivi

Mercoledì 27 sarà ancora una giornata fredda su tutta l’Italia, con un tempo molto simile a quello di martedì. Avremo quindi condizioni di tempo stabile e soleggiato al Nord, sul versante tirrenico e sulla Sardegna, nuvoloso sul versante adriatico con le precipitazioni che insisteranno probabilmente ancora per tutta la giornata, risultando nevose fino a quote intorno ai 500m. Temperature stazionarie, con ancora freddo mattutino al Centro-Nord, dove sono previste gelate. Giovedì 28 la situazione sul versante adriatico andrà migliorando gradualmente nel corso del giorno, con fenomeni in attenuazione ed una prima e timida ripresa delle temperature.


IL QUADRO COMPLESSIVO La massa di aria fredda, che la struttura ciclonica sospingerà sul Mediterraneo percorrendo la via occidentale, resterà confinata con la sua parte più consistente sui versanti d’oltralpe e sui mari ad ovest dell’Italia: osservando infatti la previsione media di ensemble della temperatura a 850 hPa (circa 1400m) per sabato 23 e domenica 24, si può notare come l’isoterma di 0 °C arrivi infatti solo fino alla Sardegna, senza riuscire ad allungarsi sul Tirreno, per il semplice motivo che verrà a mancare l’ulteriore alimentazione dalle più alte latitudini a causa di una parziale azione di chiusura dell’Anticiclone delle Azzorre. Si tratterà comunque di un’interruzione temporanea, giusto il tempo per permettere al promontorio anticiclonico di ruotare il proprio asse in senso orario puntandolo verso il Mar di Norvegia: movimento che, molto probabilmente, avverrà all’inizio della prossima settimana e che aprirà di nuovo la strada alle correnti settentrionali. Il flusso da nord andrebbe ad isolare una profonda saccatura di origine artica che intorno a mercoledì 27 si collocherebbe sulla penisola balcanica, esponendo così soprattutto il versante adriatico alla prima irruzione di aria fredda dalle caratteristiche tipicamente invernali.

Dando credito allo scenario medio calcolato per il campo di temperatura a 850 hPa, le giornate in cui l’avvezione raggiungerà la massima espansione verso le nostre regioni dovrebbero essere quelle di martedì 26 e mercoledì 27, quando il Nord Ovest, le regioni tirreniche, la Calabria e le due Isole Maggiori avranno, a circa 1500m, temperature comprese tra -5 °C e 0 °C (condizioni di freddo); mentre su quasi tutta la Pianura Padana, sul Nord-Est, sulle zone interne del Centro e su tutto il versante adriatico si prevedono, alla medesima quota, temperature inferiori e per lo più comprese tra -5 e -7 °C (condizioni di freddo intenso). Il gelo, invece, sarà forse confinato solo alle Alpi centro-orientali, dove potrebbe adagiarsi l’isoterma di -10 °C. Si tratterà di una situazione che sarà capace di portare nevicate lungo le coste di Marche, Abruzzo e Molise, vista l’entità del freddo in arrivo? A tal proposito, è doveroso fare delle considerazioni, sposando per il momento la previsione media di ensemble della temperatura a 850 hPa appena discussa: ipotesi che possiamo considerare veritiera, visto l’errore contenuto che l’accompagna. Innanzitutto possiamo dire che la disposizione del flusso sarà favorevole a generare precipitazioni sul versante adriatico quasi ed esclusivamente per stau, ovvero per merito dello sbarramento offerto dall’Appennino alle correnti provenienti da nord: a tal proposito, si osservi a mo’ di esempio il riquadro della terza figura (le macchie in verde indicano le precipitazioni). In secondo luogo, i fenomeni non potranno essere intensi perché la massa d’aria in arrivo non sarà particolarmente umida (scorrerà infatti sul continente) e quella poca umidità che potrà accumulare sarà quella “strappata” alla superficie marina dell’Adriatico.

La terza nota riguarda la configurazione sinottica: l’assenza di una ciclogenesi al suolo (sembrerebbe infatti al momento poco probabile) non potrà garantire la formazione di nuvolosità ben strutturata capace di portare precipitazioni più organizzate. Per quanto riguarda invece l’aspetto sul tipo di precipitazione, non basta certamente analizzare la temperatura a 850 hPa o a livelli inferiori per calcolare automaticamente la quota dello zero termico e da qui quello del limite della nevicata. Ricordiamoci infatti che le correnti orientali, anche se saranno fredde, scorreranno al di sopra di una superficie marina che inevitabilmente riscalderà gli strati d’aria a contatto con essa. Tale riscaldamento genererà turbolenza, ovvero rimescolamento continuo della massa d’aria nei bassi strati che, a sua volta, inibirà la penetrazione del freddo anche al suolo. Questa inibizione verrebbe meno solo se si avessero precipitazioni continue ed intense, ma come abbiamo spiegato prima in questo paragrafo (vedi “terza nota”), questa ipotesi sarebbe al momento da escludere. Se la situazione fosse confermata, non si esclude comunque che deboli nevicate possano interessare il versante adriatico dell’Appennino fino a quote basse. Mentre sarà quasi certo che, laddove l’ala anticiclonica riuscisse a portare un miglioramento del tempo e quindi un rasserenamento del cielo (in particolare al Centro-Nord), si avrebbero le prime estese gelate della stagione: in pole, come al solito avviene in questi casi, ci sarà il catino padano, dove il freddo mattutino potrebbe essere pungente. A seguire, verso fine mese, potrebbe profilarsi una nuova irruzione proveniente dalle alte latitudini, dal momento che l’Anticiclone delle Azzorre dovrebbe rimanere collocato con i suoi massimi ad ovest delle Isole Britanniche: ad oggi, lo scenario più probabile (50%) mostra una remota possibilità che l’asse della saccatura possa passare lungo le coste occidentali europee. Si tratta più che altro di un accenno che andrà seguito nei prossimi aggiornamenti.

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E' arrivato il momento delgi amanti del freddo. L’autunno mancato lascerà, di botto, il posto all’inverno. Ma si tratta molto probabilmente di una parentesi dalla durata complessiva di 6-7 giorni che si aprirà oggi per concludersi nella seconda metà della prossima settimana e che porterà il Mediterraneo centrale e l’Italia a fare i conti con due irruzioni di aria fredda, con la prima a fare da apripista alla seconda che dovrebbe risultare più intensa, più diffusa e più organizzata.

Lunedì 25, una massa di aria artica si propagherà a tutta l’Italia portando il primo freddo dalle caratteristiche prettamente invernali. Si prevedono ampie schiarite al Nord e su Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, con prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso. Nuvoloso sul Medio Adriatico, al Sud e sulla Sardegna, con precipitazioni che interesseranno soprattutto Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia. L’arrivo dell’aria fredda porterà un abbassamento della quota delle nevicate che in serata cadranno sui rilievi di queste regioni fino a quote molto basse e per lo più comprese tra 300 e 500m. Temperature in sensibile diminuzione. Venti forti settentrionali su tutti i bacini.

Martedì 26, prevalenza di bel tempo al Nord, sul versante tirrenico e sulla Sardegna. Nuvoloso sulle regioni adriatiche, dalle Marche alla Puglia e sulle regioni meridionali, Sicilia compresa, con piogge e rovesci e lungo la costa e nevicate sui rilievi fino a quote basse e per lo più comprese tra 300 e 600m. Temperature in ulteriore lieve calo, specie al Sud. Gelate mattutine al Nord, con minime in Pianura Padana per lo più comprese tra 0 e -3 °C. Giorni successivi

Mercoledì 27 sarà ancora una giornata fredda su tutta l’Italia, con un tempo molto simile a quello di martedì. Avremo quindi condizioni di tempo stabile e soleggiato al Nord, sul versante tirrenico e sulla Sardegna, nuvoloso sul versante adriatico con le precipitazioni che insisteranno probabilmente ancora per tutta la giornata, risultando nevose fino a quote intorno ai 500m. Temperature stazionarie, con ancora freddo mattutino al Centro-Nord, dove sono previste gelate. Giovedì 28 la situazione sul versante adriatico andrà migliorando gradualmente nel corso del giorno, con fenomeni in attenuazione ed una prima e timida ripresa delle temperature.


IL QUADRO COMPLESSIVO La massa di aria fredda, che la struttura ciclonica sospingerà sul Mediterraneo percorrendo la via occidentale, resterà confinata con la sua parte più consistente sui versanti d’oltralpe e sui mari ad ovest dell’Italia: osservando infatti la previsione media di ensemble della temperatura a 850 hPa (circa 1400m) per sabato 23 e domenica 24, si può notare come l’isoterma di 0 °C arrivi infatti solo fino alla Sardegna, senza riuscire ad allungarsi sul Tirreno, per il semplice motivo che verrà a mancare l’ulteriore alimentazione dalle più alte latitudini a causa di una parziale azione di chiusura dell’Anticiclone delle Azzorre. Si tratterà comunque di un’interruzione temporanea, giusto il tempo per permettere al promontorio anticiclonico di ruotare il proprio asse in senso orario puntandolo verso il Mar di Norvegia: movimento che, molto probabilmente, avverrà all’inizio della prossima settimana e che aprirà di nuovo la strada alle correnti settentrionali. Il flusso da nord andrebbe ad isolare una profonda saccatura di origine artica che intorno a mercoledì 27 si collocherebbe sulla penisola balcanica, esponendo così soprattutto il versante adriatico alla prima irruzione di aria fredda dalle caratteristiche tipicamente invernali.

Dando credito allo scenario medio calcolato per il campo di temperatura a 850 hPa, le giornate in cui l’avvezione raggiungerà la massima espansione verso le nostre regioni dovrebbero essere quelle di martedì 26 e mercoledì 27, quando il Nord Ovest, le regioni tirreniche, la Calabria e le due Isole Maggiori avranno, a circa 1500m, temperature comprese tra -5 °C e 0 °C (condizioni di freddo); mentre su quasi tutta la Pianura Padana, sul Nord-Est, sulle zone interne del Centro e su tutto il versante adriatico si prevedono, alla medesima quota, temperature inferiori e per lo più comprese tra -5 e -7 °C (condizioni di freddo intenso). Il gelo, invece, sarà forse confinato solo alle Alpi centro-orientali, dove potrebbe adagiarsi l’isoterma di -10 °C. Si tratterà di una situazione che sarà capace di portare nevicate lungo le coste di Marche, Abruzzo e Molise, vista l’entità del freddo in arrivo? A tal proposito, è doveroso fare delle considerazioni, sposando per il momento la previsione media di ensemble della temperatura a 850 hPa appena discussa: ipotesi che possiamo considerare veritiera, visto l’errore contenuto che l’accompagna. Innanzitutto possiamo dire che la disposizione del flusso sarà favorevole a generare precipitazioni sul versante adriatico quasi ed esclusivamente per stau, ovvero per merito dello sbarramento offerto dall’Appennino alle correnti provenienti da nord: a tal proposito, si osservi a mo’ di esempio il riquadro della terza figura (le macchie in verde indicano le precipitazioni). In secondo luogo, i fenomeni non potranno essere intensi perché la massa d’aria in arrivo non sarà particolarmente umida (scorrerà infatti sul continente) e quella poca umidità che potrà accumulare sarà quella “strappata” alla superficie marina dell’Adriatico.

La terza nota riguarda la configurazione sinottica: l’assenza di una ciclogenesi al suolo (sembrerebbe infatti al momento poco probabile) non potrà garantire la formazione di nuvolosità ben strutturata capace di portare precipitazioni più organizzate. Per quanto riguarda invece l’aspetto sul tipo di precipitazione, non basta certamente analizzare la temperatura a 850 hPa o a livelli inferiori per calcolare automaticamente la quota dello zero termico e da qui quello del limite della nevicata. Ricordiamoci infatti che le correnti orientali, anche se saranno fredde, scorreranno al di sopra di una superficie marina che inevitabilmente riscalderà gli strati d’aria a contatto con essa. Tale riscaldamento genererà turbolenza, ovvero rimescolamento continuo della massa d’aria nei bassi strati che, a sua volta, inibirà la penetrazione del freddo anche al suolo. Questa inibizione verrebbe meno solo se si avessero precipitazioni continue ed intense, ma come abbiamo spiegato prima in questo paragrafo (vedi “terza nota”), questa ipotesi sarebbe al momento da escludere. Se la situazione fosse confermata, non si esclude comunque che deboli nevicate possano interessare il versante adriatico dell’Appennino fino a quote basse. Mentre sarà quasi certo che, laddove l’ala anticiclonica riuscisse a portare un miglioramento del tempo e quindi un rasserenamento del cielo (in particolare al Centro-Nord), si avrebbero le prime estese gelate della stagione: in pole, come al solito avviene in questi casi, ci sarà il catino padano, dove il freddo mattutino potrebbe essere pungente. A seguire, verso fine mese, potrebbe profilarsi una nuova irruzione proveniente dalle alte latitudini, dal momento che l’Anticiclone delle Azzorre dovrebbe rimanere collocato con i suoi massimi ad ovest delle Isole Britanniche: ad oggi, lo scenario più probabile (50%) mostra una remota possibilità che l’asse della saccatura possa passare lungo le coste occidentali europee. Si tratta più che altro di un accenno che andrà seguito nei prossimi aggiornamenti.

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