Forse non avrà un’immagine spendibile ogni giorno sui media. Certo gli mancano gli scandali personali, le investigazioni, il gossip, ma Paolo Gentiloni ( e in parte pure il suo Governo),si sta dimostrando ogni giorno che passa un pò di più, ricco di uno stile sobrio e concreto.
Uno stile che sta diventando, pur in uno stile mediatico low profile, un punto di riferimento per il Paese.
Un paese che ogni giorno è appresso a scandali, campagne elettorali, marce praticamente inutili e notizie ricche di effetto e vuote di sostanza.
MIGRANTI. ACCORDO CON LE TRIBÙ DELLA LIBIA
Dopo il passato incontro, equilibrato con Donald Trump, e il proficuo( in prospettiva europea) incontro con il nuovo presidente francese Emmanuel Macron, è stato siglato un significativo accordo per un primo contenimento dei flussi migratori dalla Libia.
Stupisce che non abbia avuto il ritorno mediatico che si sarebbe meritato.
MIGRANTI.DOPO ANNI LA PACE
Dopo anni di guerra tribale,finalmente, è stato firmato l’accordo di pace, a Roma, tra le tribù del Sud della Libia.
Le tribù Tebu e Suleiman, erano in guerra dalla caduta di Gheddafi, quando il vuoto di potere lasciato aveva scatenato i peggiori istinti di rivincita.
Una disputa con oltre 500 vittime sul campo.
MIGRANTI. IL MINISTRO MINNITI SUPERVISORE DELL’ACCORDO
L’accordo, che ha visto il ministro Marco Minniti in qualità di garante e supervisore tra le parti, è nato un po’ più da lontano, nel passato febbraio, con il delicato lavoro diplomatico tra il nostro premier Paolo Gentiloni e il premier libico Al Sarraj.
Da una parte il nostro paese aiuterà con mezzi e risorse formative in loco e a sua volta avrà garantito dai libici un maggior controllo e blocco sul flusso dei migranti più a sud delle coste libiche e su un confine di 5 mila km con Ciad, Algeria e Nigeria, controllati dalle stesse tribù che hanno siglato l’accordo.
MIGRANTI. UN ACCORDO PER UN CONTROLLO IN LIBIA
Tra i più importanti dei 12 punti firmati vale la pena ricordare : l’impegno ad un maggiore contrasto sui traffici di essere umani, una più forte attenzione ai soggetti intimamente legati alla radicalizzazione e azione di controllo sui temi del terrorismo.
Reggerà un accordo del genere, in un paese che ancora non ha trovato una leadership totale e chiara?
Certo che al momento non è dato saperlo ma era un passo da fare importantissimo.
Dimenticandosi la politica ma pensando ai firmatari potrebbe davvero funzionare.
Infatti per i beduini un patto è storicamente un fatto di sangue e per un calabrese, come il Ministro Minniti, probabilmente lo è ancora di più.
Solo al tempo la valutazione.

