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Milano 2027, il ritiro di Cottarelli incendia il centrodestra: nuovo scontro tra Forza Italia e La Russa

Sorte accusa chi ha “sabotato” la candidatura dell’economista, il presidente del Senato replica: “Imprudente mettergli una maglietta”. La Lega rivendica il veto, Lupi resta in pole. Sullo sfondo la variabile Vannacci-Bernardo

Milano 2027, il ritiro di Cottarelli incendia il centrodestra: nuovo scontro tra Forza Italia e La Russa
cottarelli

Il passo indietro di Carlo Cottarelli riporta il centrodestra milanese al punto di partenza e riaccende le tensioni tra gli alleati sulla scelta del candidato sindaco per il 2027. Mentre nel centrosinistra prende quota la disponibilità di Mario Calabresi, la coalizione avversaria perde uno dei profili sui quali Forza Italia aveva lavorato per costruire una proposta moderata e capace di allargarsi verso il centro. Come ricostruiscono Repubblica e Corriere della Sera, l’uscita di scena dell’economista ha fatto esplodere un nuovo confronto tra gli azzurri e Fratelli d’Italia, con la Lega che rivendica invece la propria contrarietà a un nome considerato estraneo alla cultura politica del centrodestra.

La rabbia di Forza Italia, Sorte: “Cottarelli sabotato, atto di incoscienza”

Il primo ad attaccare è stato Alessandro Sorte, coordinatore lombardo di Forza Italia e tra i principali sostenitori dell’ipotesi Cottarelli. «Chi nel centrodestra ha cercato di contrastare, indebolire o sabotare la candidatura di Carlo Cottarelli ha compiuto un atto di incoscienza», ha dichiarato. Secondo Sorte, l’ex senatore avrebbe permesso alla coalizione di rafforzare la propria componente moderata e riformista, intercettando anche una parte degli elettori delusi dalle amministrazioni di centrosinistra. I primi sondaggi, ha sostenuto il coordinatore azzurro, avrebbero inoltre mostrato un profilo competitivo. Il progetto di Forza Italia puntava anche a un possibile dialogo con Azione. Uno schema che, tuttavia, appare ora più difficile da costruire dopo l’apertura di Calabresi al centrosinistra.

La Russa replica a Forza Italia: “Gli hanno messo la maglietta troppo presto”

La risposta di Ignazio La Russa non si è fatta attendere. Il presidente del Senato, impegnato da tempo nella partita milanese e vicino all’ipotesi di una candidatura di Maurizio Lupi, ha respinto le accuse di sabotaggio. «Ho sentito Cottarelli almeno quanto, ma credo di più, esponenti di Forza Italia, milanesi e non», ha spiegato La Russa, sostenendo di aver incoraggiato l’economista a valutare una candidatura per un centrodestra allargato. L’errore, a suo giudizio, sarebbe stato piuttosto quello degli azzurri, troppo rapidi nel tentativo di intestarsi il nome di Cottarelli: «È risultata priva di prudenza la corsa di Forza Italia a volergli mettere una maglietta anzitempo». La Russa ha quindi indicato un metodo per uscire dallo stallo: un sondaggio serio e, successivamente, una decisione affidata alla premier Giorgia Meloni e ai suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini.

Il veto della Lega: “Figura incompatibile con il centrodestra”

A rivendicare apertamente la contrarietà alla candidatura di Cottarelli è stata la Lega. Il segretario provinciale Samuele Piscina ha definito l’economista «del tutto incompatibile con i valori, la visione e la cultura di governo del centrodestra», ricordandone il passato da senatore eletto nelle file del Partito democratico. Per il Carroccio, dunque, il ritiro non rappresenta una sorpresa, ma la conferma di una candidatura che non avrebbe mai potuto tenere insieme la coalizione. La Lega chiede ora di tornare al tavolo politico e di scegliere un nome «autenticamente di centrodestra». Tra le proposte già avanzate ci sono Matteo Salvini e la vicesegretaria Silvia Sardone. Anche Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino, invita a spostare il confronto dai nomi ai programmi: per il centrodestra milanese, ha osservato, è arrivato il momento di cominciare a discutere seriamente di contenuti.

Lupi resta in pole, Spada si sarebbe sfilato

Con Cottarelli fuori dalla corsa, Maurizio Lupi appare al momento il nome più vicino alla candidatura. Il leader di Noi Moderati è sostenuto da La Russa e viene considerato un profilo capace di tenere insieme le diverse anime della coalizione. La decisione, tuttavia, non è ancora stata presa. Anche Alessandro Spada, ex presidente di Assolombarda, si sarebbe tirato indietro, restringendo ulteriormente il campo delle opzioni civiche. Restano inoltre sul tavolo le candidature espressione diretta dei partiti, a partire da Sardone.

La variabile Vannacci e il possibile ritorno di Bernardo

A complicare ulteriormente il quadro c’è Futuro Nazionale. Roberto Vannacci ha annunciato che il movimento presenterà a breve un proprio candidato per Milano, lanciando un avvertimento agli alleati: «Nessun dorma». Il nome potrebbe essere quello di Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra nel 2021 contro Beppe Sala e appena passato da Forza Italia a Futuro Nazionale. Bernardo aveva già manifestato la volontà di tornare in campo e, commentando la mancata partecipazione al recente incontro organizzato da La Russa con alcuni possibili candidati, aveva risposto ironicamente: «Poco male, sono a dieta». Vannacci non ha escluso alcuna ipotesi, né una corsa autonoma né un accordo con la coalizione. Nel frattempo ha continuato ad attaccare i dirigenti del centrodestra che gli hanno chiuso la porta, prendendo di mira Maurizio Lupi, Licia Ronzulli e Attilio Fontana.