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E’ partita martedì 11 giugno, con successo, a Milano la prima petizione italiana contro la direttiva europea sui prodotti del tabacco- al momento in discussione presso le Commissioni del Parlamento europeo, con ultima votazione il 10 luglio- che prevede la vendita di pacchetti con immagini scioccanti che copriranno il 75% della superficie, il bando per le sigarette slim e al mentolo, l’eliminazione dei formati da 10 e che introduce forti restrizioni anche per le e-cig.

Fino a mercoledì 12 giugno, dalle 11 alle 17, in via Festa del Perdono, di fronte l’Università degli studi di Milano, sarà possibile partecipare alla prima raccolta firme in Italia, via tablet, organizzata da Save the Choice, comitato indipendente per la difesa delle libertà individuali, attivo in varie iniziative di sensibilizzazione e informazione della cittadinanza, tra cui la campagna per l’agenda digitale. Scopo della mobilitazione: contrastare una direttiva che confonde la prevenzione con l’imposizione, la corretta dissuasione con il paternalismo e il terrore.

Ospite della prima giornata nazionale della petizione il giornalista Filippo Facci, libero pensatore, per sua natura allergico ai divieti e autore del libro “Fumo negli occhi”, nel quale spiega gli effetti devastanti e controproducenti determinati dai divieti di ogni genere. «Non si può dissuadere con il terrore- sostiene Facci- negli ultimi anni, nonostante le martellanti e terrificanti campagne anti-fumo, paradossalmente, è cresciuto il numero dei fumatori tra donne e giovani, seppure sia diminuito quello complessivo dei consumatori di tabacco. Segno palese che la strategia della paura è inefficace. Serve informazione, non intimidazione» «Premesso che il fumo fa male alla salute, fumare non è un reato. Da Bruxelles arriva invece l’ennesima dimostrazione di una pericolosa china paternalistica - afferma Annalisa Chirico, portavoce di Save the Choice – Noi diciamo no allo Stato balia. La direttiva sul tabacco avrà il solo effetto di accrescere il mercato illegale. Vogliamo informazione, non provvedimenti ‘spargiterrore’».

Dopo Milano, la raccolta firme digitali – che intanto prosegue sul sito www.savethechoice.it e sui social media, Facebook, Twitter e Google Plus, - si sposterà in altre città d’Italia, coinvolgendo vari personaggi del nostro panorama sociale ed economico. Per sostenere la petizione basta collegarsi al sito del comitato; le richieste saranno direttamente inviate ai parlamentari europei. A oggi sono state raccolte oltre 500 firme e registrati circa 4mila “I like” su Facebook. Quella di Save the Choice è soprattutto una battaglia in difesa dell’individuo e dell’impresa, perché se oggi tocca al tabacco domani a quali altri prodotti potrebbe toccare?

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