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Cronache

 

alberto musy attentato 5


E' morto martedì sera, intorno alle 23, Alberto Musy, il consigliere comunale di Torino vittima di un agguato sotto casa nel marzo del 2012. Musy, centrato da sei colpi di pistola, era entrato in coma irreversibile.

A dare la notizia della morte sono state fonti vicine alla famiglia. Proprio nella giornata avrebbe dovuto riprendere il processo che vede imputato, per quello che adesso è diventato un omicidio, Francesco Furchì. Alberto Musy da un paio di giorni aveva la febbre, per cui era stata iniziata una terapia antibiotica per l'ipotesi di una patologia infettiva. Poi e' intervenuta un'insufficienza respiratoria a cui e' seguito l'arresto cardiaco. Lo ha spiegato in aula Antonio Detanti, il medico che aveva curato e assistito Musy tra il giugno 2012 e febbraio 2013. Il medico ha riferito le circostanze della morte che gli sono state comunicate al telefono dalla direttrice della clinica in cui era ricoverato. Detanti e' stato chiamato a testimoniare dall'avvocato Zancan.

Il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, esprime il proprio "profondo cordoglio" per la scomparsa di Alberto Musy, "docente, avvocato e consigliere comunale di Torino ma, soprattutto, amico". Con lui, dichiara Vietti, "scompare una persona di grande qualita' umana e intellettuale, molto stimata da tutti gli schieramenti politici per la pacatezza dei toni, l'impegno e la competenza. Nell'esprimere le condoglianze piu' sincere alla moglie e alle figlie, auspico che vengano al piu' presto accertate le responsabilita' di un gesto le cui conseguenze appaiono oggi ancor piu' gravi e imperdonabili".

"Piango con grande dolore Alberto Musy, un esempio di impegno civile che non potremo mai dimenticare e che la citta' di Torino sara' impegnata a ricordare in modo duraturo". E' quanto scrive in una nota Pier Ferdinando Casini, aggiungendo: "Abbraccio affettuosamente Angelica e le figlie, esempio di una dedizione straordinaria al marito e al padre". 

"A nome di tutti i presenti esprimo partecipazione per la morte di Alberto Musy. Siamo vicini alla famiglia. E' un atto doveroso sotto il profilo umano. Sotto il profilo processuale il dovere dell'ufficio mi impone di continuare con l'accertamento della verita'". Con queste parole il pm Roberto Furlan ha preso la parola alla nuova udienza del processo a Francesco Furchi' per l'agguato ad Alberto Musy. "Per scaramanzia - ha aggiunto - non avevo mai studiato il rischio che capitasse un evento tragico, ma e' capitato". Su come proseguire il processo, Furlan ha aggiunto: "O la procura decide di aprire un fascicolo nuovo, oppure questo pm deve fare un'attivita' integrativa d'indagine".

Francesco Furchi' si dice "dispiaciuto" della morte di Alberto Musy: e' quanto si e' limitato a dire l'imputato dell'aggressione, oggi in aula, in attesa di capire il suo destino processuale.

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