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Ncd-Pd, l’alleanza economica che si divarica sui temi sociali

In frantumi, al minimo accenno di tematica “scottante”. Questo governo, che vorrebbe essere diverso da quello tecnico di Monti e Fornero, perché “politico”, alla fine si trova d’accordo solo e unicamente sulle tematiche economiche. Proprio il collante che teneva in piedi quel governo e quella compagine: il soldo, l’economia, il rigore dei bilanci, le politiche impopolari su lavoro e affini. La cartina di tornasole di questa fragilità inquietante arriva dai temi eticamente scottanti, come le unioni gay contratte all’estero, che alcuni sindaci d’Italia iniziavano a trascrivere, modo burocratico ma efficace di aggirare l’inerzia dell’organo legiferante sul tema. Ricorda, mutatis mutandis, quanto avvenne con Eluana Englaro. Un Parlamento inefficace costretto a fare sedute d’urgenza per riportare nel recinto i buoi che erano scappati. Inutilmente. Questa maggioranza è fragile, Ncd e Pd si spaccano e si differenziano, in una divaricazione pericolosissima per Renzi, che – infatti – evita accuratamente le tematiche civili. Forse si ricorderà il suo predecessore democristiano di sinistra Romano Prodi, messo sotto da mesi di polemiche sui Pacs poi diventati Dico. Forse il suo istinto lo sta guidando. In ogni caso, il punto resta: basta un soffio per allontanare Ncd e Pd e riportare l’esecutivo all’imperativo numero uno: l’economia. Ma la politica non doveva governare anche le tematiche più scottanti?