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Cronache
NY e Los Angeles sott’acqua, milioni di persone a rischio

La Grande Mela che scompare sotto l'oceano. Una conseguenza dello scioglimento del ghiaccio polare, oramai considerato irreversibile. Non si tratta di un remake di "The Day After", il film di Roland Emmerich che parla proprio di un mondo spazzato via. E' anzi uno scenario realistico secondo due recenti studi firmati dai ricercatori della NASA e dell'Università di Washington, che mostrano che lo scioglimento dei ghiacciai nella parte occidentale dell'Antartide è ormai irreversibile.

L’aria sempre più calda e più inquinata sta mutando la geografia del globo. Ne è un esempio il bacino di Wilkes, una distesa di ghiaccio lunga 1.400km e larga 400km nell’Antartide orientale. Il bacino è come una bottiglia inclinata: se saltasse il tappo costituito da un bordo ghiacciato, inizierebbe a svuotarsi. Un processo inarrestabile che farebbe alzare il livello degli oceani di 4 metri, mettendo a rischio città costiere come New York.

Tesi confermata da altri studi sulla situazione dei ghiacciai della Groenlandia, 'minacciati' da lunghe e profonde vallate sotterranee che, come autostrade, li collegano con le acque più calde dell'oceano. Questo 'contatto' potrebbe accelerarne lo scioglimento e trasformarli nei principali responsabili dell'innalzamento del livello dei mari. È quanto emerge dalla ricerca pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, condotta da Mathieu Morlighem, dell'Università della California a Irvine, in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. I canyon nascosti sotto i ghiacciai della Groenlandia si estendono per oltre 100 chilometri verso l'entroterra e si trovano al di sotto del livello del mare. La loro posizione è tale da favorire il contatto dei ghiacci con le acque atlantiche subtropicali e questo fenomeno, rilevano i ricercatori, sta erodendo il ghiaccio molto più di quanto finora ipotizzato, rilasciando una maggiore quantità di acqua nell'oceano.

C'è anche da dire che, nel peggiore dei casi, stiamo parlando di circa 200 anni prima che i ghiacci sommergano le coste americane ed europee. Al meglio 1000 anni per vedere cavalcare le onde alte 3 metri sulle nostre città. Tuttavia le conseguenze della fusione del ghiaccio possono già essere sentiti prima. Così, secondo lo stesso studio, nel 2070 ben 5 miliardi di persone sarebbero minacciate. Partendo dalle città costiere Usa come Miami, New Orleans, Boston e Los Angeles.

 

 

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