Un paio di giorni fa Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di uffici importanti come Palermo e Torino, ha commentato in un’intervista ad Affaritaliani.it la cencellazione dell’accusa di “terrorismo” agli imputati nella vicenda No Tav. Ieri è arrivata per lui una “Befana No Tav” accompagnata da questo messaggio: “Giancarlo Caselli è stato molto cattivo e la befana No Tav gli porta il carbone!”.
“Sull’accusa di terrorismo, sostenuta dalla procura di cui io ero capo ma poi anche dalla procura diretta dal mio successore e soprattutto avallata dal gip nel primo e nel secondo caso, quindi da un magistrato giudicante, non è stata confermata da altri magistrati giudicanti – ha detto Caselli ad Affari -. Non si può che prenderne atto nel senso che nel nostro ordinamento l’ultima sentenza è quella che ha ragione anche se magari non sempre è quella giusta. Ma esaurito il discorso tecnico giuridico credo che non si possa dimenticare neanche per un momento che pretendere con la violenza di impedire la realizzazione di un’opera deliberata rispettando tutte le procedure in ogni sede competente, europea e italiana, significa mettersi contro e fuori dalla democrazia (ovviamente mi riferisco solo ai violenti tra i No Tav). Soprattutto quando si aggredisce un cantiere, come quello di Chiomonte, mettendo a rischio la sicurezza di onesti lavoratori, che sono lì per guadagnarsi la pagnotta, e dei poliziotti costretti a vivere asserragliati in quel cantiere per difendere il diritto di lavorare. Sono troppi coloro che, per miopia o peggio, dimenticano queste verità elementari”.
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