Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » “Non è Francesco” non è la canzone di Battisti

“Non è Francesco” non è la canzone di Battisti

di Renato Pierri

“Non è Francesco” non è la canzone di Lucio Battisti cantata da una donna o da un omosessuale, è il nuovo libro di Antonio Socci. Al giornalista, questo papa buono e intelligente non va a genio, non gli piace.

Il 27 aprile del 2008 Antonio Socci, in un articolo su Libero, riferì che rilasciando un’intervista su padre Pio al New York Times, rimase colpito dalla reazione sbigottita di Ian Fisher”, suo collega del giornale americano. Ma chi, conoscendo il Vangelo e il significato del sacrificio cristiano, non si meraviglierebbe sentendosi dire da Socci che padre Pio “primo (e unico) sacerdote stigmatizzato dopo Gesù Cristo…è un alter Christus”? A Socci sfuggivano due sostanziali differenze. A Gesù le ferite (nei polsi, non nel palmo delle mani) furono inflitte dagli uomini. A Padre Pio le dolorose ferite (nel palmo delle mani) sarebbero state inflitte dal Signore, il che è un po’ come bestemmiare. Il sacrificio di Cristo aveva uno scopo preciso e necessario (cfr Lc 17, 25): la salvezza dell’umanità. Il “sacrificio” di padre Pio non era necessario ed era perfettamente inutile. Forse Socci potrebbe comprendere la differenza (ma non è facile) se pensasse, tanto per fare un esempio, al sacrificio di San Massimiliano Kolbe, il quale ad Auschwitz offrì la sua vita in sostituzione di un padre di famiglia. Tra il fine del sacrificio di Cristo e il fine del sacrificio di padre Kolbe c’è somiglianza reale.

Nel marzo dl 2011, Antonio Socci, in un articolo sempre su Libero, certissimo che le ragazzine di oggi abbiano ancora pregiudizi medioevali, e siano persuase che sessualità (soprattutto se femminile) e peccato s’identifichino, decise che la brutta vicenda della sventurata tredicenne di Brembate fosse identica a quella di Maria Goretti. In realtà, la santa si difese perché temeva di fare peccato, e occorre davvero tanta fantasia per immaginare che una ragazzina dei tempi d’oggi, rifiuti le prepotenze di un uomo perché teme che Dio non voglia. Significa offendere la loro dignità. Le donne, fatte oggetto di prepotenze da parte degli uomini, difendono la propria persona. Ma Socci, che difficilmente ne azzecca una quando affronta temi religiosi, arrivò a scrivere: “E’ eroico oggi essere cristiani. Come è eroica la purezza”. Capito? Yara non difese la sua persona, ma la sua purezza!

Ora, uno che scrive queste cose, uno persuaso che santi e Madonne accompagnino i loro miracoli con profumi di viola, lavanda e gelsomino, uno che crede alla Madonna “postino” (definizione data da papa Francesco) di Medygiugorje; uno che scambia le corbellerie di tre pastorelli analfabeti per profezie, uno, insomma, che del Vangelo ha capito poco, come può scrivere un libro per criticare Papa Francesco? Come può scrivere, nella Premessa al libro, riguardo a questo papa buono e intelligente: “Ma come dobbiamo interpretare il segnale dato al mondo di lassismo e di resa nei confronti dei nuovi costumi sessuali della società e dello sfascio dei principi morali e delle famiglie?”