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Cronache
Avastin-Lucentis, De Felice: "L’Aifa non ha vigilato, aboliamola"

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

La sentenza dell’Antitrust su Novartis-Roche ha messo in evidenza l’incredibile caso di Avastin e Lucentis. Due farmaci sovrapponibili che curano la stessa patologia oculistica. La differenza? Uno costa molto di più dell’altro. E noi abbiamo usato per anni quello che costa di più. Il tutto nonostante l’avvertimento di Domenico De Felice, medico chirurgo specializzato in oculistica, che ora ripercorre la vicenda in un’intervista ad Affaritaliani.it.

Domenico De Felice, ora si sono accorti tutti del caso Avastin-Lucentis…

Sì peccato che io la prima volta ne ho scritto nel 2011 sul mio sito. Nel maggio 2011 è uscito il Catt che ha stabilito che i due farmaci hanno poteri sovrapponibili tra loro.

Non c’è stato nessuno che l’ha ascoltata?

Nessuno mi ha ascoltato, finché l’ho divulgato in modo più ampio il 29 settembre in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano. Nel settembre 2011 una fiala di Lucentis costava 1700 euro e una fiala di Avastin 20 euro. Ho segnalato a più riprese questo problema. Un anno dopo è uscito un altro Catt che ha stabilito di nuovo che i due farmaci sono sovrapponibili.

ddfeliceIl dottor Domenico De Felice
 

E l’Aifa non ha fatto nulla?

Uno dei due medicinali per l’Agenzia nazionale del farmaco è off label, cioè fuori dalle indicazioni. L’Aifa non ha mai tenuto conto fino a pochi giorni fa dei lavori scientifici, teneva solo conto che l’Avastin era stato scoperto una decina di anni fa per un’altra patologia in urologia. Non hanno mai tenuto conto che si può usare anche per gli occhi, dimenticandosi gli studi che sono stati fatti. Quelli di Report, in una puntata a cui ho partecipato, sono andati a chiedere spiegazioni all’Aifa ma loro si sono arrampicati sugli specchi. Nel frattempo vari ministri si sono succeduti. Ad agosto 2013 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto di usare in oculistica solo il farmaco che costa meno.

I ministri dei governi che si sono succeduti in questi anni non si sono mai interessati al caso?

Il ministro Lorenzin, che ha avuto finalmente delle interrogazioni parlamentari sulla vicenda, ha risposto solo a quella dell’onorevole Bini del Pd. Una risposta che è arrivata solo il 27 novembre 2013, quando io avevo iniziato a parlare del caso nel maggio 2011, nel quale il ministro dice che avrebbe chiesto un parere al Consiglio Superiore della Sanità. Ciò che aveva detto l’Oms non è nemmeno stato preso in considerazione, quasi come se il Consiglio italiano fosse più autorevole del massimo organo sanitario mondiale.

Com’è stato possibile secondo lei?

Non lo so, ma sicuramente una mozione di sfiducia al ministro Lorenzin bisogna darla in toto. Il ministro non può non sapere che, nonostante il parere positivo dell’Oms e di studi internazionali, noi continuiamo a buttare 50 milioni di euro al mese. Ma se abbiamo l’Emea (Agenzia Europea dei Medicinali) che cosa ci teniamo a fare l’Aifa, solo per mettere poltrone politiche? In questo momento l’Aifa è sotto torchio per Avastin-Lucentis, Stamina e i vaccini antinfluenzali. Sui vaccini abbiamo buttato 180 milioni di euro perché c’era dentro lo squalene, un prodotto che negli Usa è vietato. Insomma, mi sembra che l’Aifa abbia vigilato più sul profitto che non sulla salute dei cittadini: allora non è meglio abolirla che così risparmiamo anche un bel po’ di soldi?

Il caso Avastin-Lucentis dimostra che ancora una volta la politica si muove solo dopo l’intervento dei magistrati?

Esatto, la politica si muove solo dopo la magistratura. È preoccupante perché la sanità sta andando in mano ai magistrati. Ci sono casi positivi come questo e casi negativi perché stimola la medicina difensiva, che è una grossa perdita anche economica per lo Stato. Si prescrivono più esami, si fanno più interventi in casi molto particolari. Si prescrivono esami piuttosto che fare diagnosi perché i medici sono sotto torchio.

Al di là di questo caso così eclatante secondo lei ce ne sono altri simili?

Io sono un oculista ma invito a vigilare anche i miei colleghi di altre specialità. Se buttiamo 50 milioni al mese in questo caso sono certo che esistono altri farmaci in altre specialità che sono sovrapponibili e sono a prezzi diversi. Avremmo potuto risparmiare un miliardo e mezzo di euro, è una cosa vergognosa. Se la vigilanza sui farmaci la devo fare io allora almeno cancelliamo l’Aifa che risparmiamo.

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