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Mafia, fine dei giochi per due latitanti del clan Capriati: ricercati da tre anni, ecco dove si nascondevano

Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo erano ricercati da circa tre anni. Per il primo una condanna a 30 anni per omicidio, il secondo deve scontare oltre 18 anni

Mafia, fine dei giochi per due latitanti del clan Capriati: ricercati da tre anni, ecco dove si nascondevano

Mafia, catturati due latitanti del clan Capriati nel Barese: erano nascosti in un casolare a Bisceglie

Erano nascosti in un casolare nelle campagne di Bisceglie, nel nord Barese, i due latitanti ritenuti affiliati al clan Capriati catturati dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani, con il supporto dello Squadrone eliportato “Cacciatori Puglia”. Si tratta di Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo, entrambi ricercati da circa tre anni. L’operazione è arrivata al termine di un’attività investigativa avviata lo scorso maggio.

De Gennaro, 57 anni, era ricercato da tre anni e tre mesi e deve espiare una condanna definitiva a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Girolamo Valente, aggravato dal metodo mafioso. Valente fu ucciso esattamente nove anni fa, l’8 agosto 2017, in un agguato in pieno giorno in via Ruvo, a Bisceglie. Era in auto con la moglie quando due uomini a bordo di una moto esplosero numerosi colpi di mitraglietta. La donna rimase ferita. Secondo la ricostruzione investigativa, l’omicidio sarebbe maturato nell’ambito dei contrasti tra gruppi criminali per il controllo del traffico di droga.

Di Cataldo, originario di Bitonto, era invece ricercato da circa tre anni ed era destinatario di due ordini di carcerazione. Condannato definitivamente anche per associazione mafiosa nell’ambito del processo “Pandora”, dovrà scontare complessivamente 18 anni, 8 mesi e 9 giorni di reclusione per associazione mafiosa, estorsioni aggravate, reati in materia di armi e altri delitti aggravati dal metodo mafioso. “La latitanza non è libertà, è soltanto tempo sottratto alla giustizia”, ha commentato il colonnello Massimiliano Galasso, comandante provinciale dei carabinieri della Bat, sottolineando il lavoro investigativo durato mesi per individuare e stringere il cerchio attorno ai due ricercati.

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