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Nuovo Codice della strada, multe più basse: cosa cambia davvero

Il nuovo Codice riduce molte sanzioni e cambia le multe per eccesso di velocità. Ma per alcune violazioni gli importi salgono

Nuovo Codice della strada, multe più basse: cosa cambia davvero
Multe e Ingiunzioni

Il nuovo Codice della strada approvato dal Consiglio dei ministri riduce numerosi importi e blocca l’adeguamento automatico biennale delle multe all’inflazione. Le sanzioni più comuni da 26 e 42 euro scenderanno a 25 e 40 euro, mentre quelle da 83 e 87 euro passeranno a 80 euro. Non tutte le multe, però, diminuiranno.

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Per alcune condotte considerate più pericolose le sanzioni aumentano e per l’eccesso di velocità cambia completamente il sistema di calcolo. Le nuove regole sono previste in vigore dal 1° gennaio 2028.

Codice della strada: multe più basse, quali importi cambiano

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre la riforma del Codice della strada, composta da 294 articoli. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti parla di una “generale diminuzione delle multe”. Una parte della riduzione arriva dall’arrotondamento verso il basso degli importi. Le sanzioni minime da 26 euro diventano 25, quelle da 42 scendono a 40 e gli importi da 83 e 87 euro vengono uniformati a 80 euro.

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La tabella utilizzata durante la consultazione prevedeva 795 fattispecie sanzionatorie. Secondo i dati diffusi dal Mit a settembre, soltanto 66 risultavano in aumento e l’effetto complessivo era una riduzione di circa il 7% rispetto agli importi attuali. Viene inoltre sospeso il meccanismo che adegua automaticamente ogni due anni gli importi delle sanzioni all’inflazione. Il taglio non significa quindi che ogni automobilista multato pagherà il 7% in meno. Il risultato cambia a seconda dell’infrazione.

Codice della strada: eccesso di velocità, la multa cambia in base allo sforamento

Una delle modifiche più evidenti riguarda i limiti di velocità. Il sistema attuale utilizza fasce piuttosto ampie. Superare un limite di una determinata quantità porta quindi a una sanzione compresa nella stessa categoria anche quando la differenza tra due automobilisti è consistente. La riforma introduce invece un calcolo maggiormente legato agli effettivi chilometri orari oltre il limite.

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Secondo gli esempi contenuti nella relazione illustrativa riportati da Sky TG24, in autostrada la sanzione può essere calcolata a 10 euro per ogni km/h di superamento nella fascia prevista. Uno sforamento di 11 km/h produrrebbe così una multa di 110 euro, mentre uno di 40 km/h arriverebbe a 400 euro. Nei centri urbani, sulle strade con limite a 30 o 50 km/h, il calcolo indicato parte invece da 5 euro per ogni km/h oltre il limite. Con limite a 50, viaggiare a 61 km/h comporterebbe nell’esempio una sanzione da 55 euro, mentre arrivare a 90 km/h porterebbe l’importo a 200 euro.

Codice della strada, multe notificate entro 45 giorni

Cambiano anche i tempi per ricevere alcuni verbali. Per le infrazioni accertate da remoto, il termine di notifica dovrebbe scendere dagli attuali 90 giorni a 45 giorni. La riforma introduce anche la possibilità di annullare d’ufficio i verbali che presentano errori evidenti. Prima di avviare una procedura di riscossione coattiva dovrà inoltre essere inviato un avviso bonario al cittadino. Le sanzioni principali vengono riorganizzate in 21 fasce, rispetto alle 82 attuali.

Codice della strada, non tutte le multe scendono: quando si pagherà di più

La riduzione generale non riguarda i comportamenti considerati più pericolosi. Nella tabella predisposta durante la consultazione, la sanzione per chi circola senza assicurazione passava da 866 a 1.000 euro. Il testo approvato introduce inoltre il divieto di circolazione a tempo indeterminato per i veicoli privi della copertura obbligatoria.

Aumentano anche alcune sanzioni legate a manovre pericolose e vengono introdotte nuove fattispecie per comportamenti che oggi non hanno una disciplina specifica. Le multe più basse, quindi, non scattano subito e non riguardano indistintamente tutte le infrazioni. Il nuovo sistema punta a ridurre gli importi delle violazioni meno gravi e a rendere più costosi i comportamenti ai quali viene attribuito un rischio maggiore per la sicurezza stradale.

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