Di Pietro Mancini
La speranza è che, in Italia, ci siamo sentiti, ieri, tutti francesi, senza i se e senza i ma, di veltroniana memoria. Come, dopo l’attacco alle Twin Towers, nel 2001, il direttore del “Corriere della Sera”, Ferruccio de Bortoli, ci invitò a sentirsi americani. È stata una strage efferata, un atto di barbarie senza precedenti, come l’ha definito il Presidente francese, il socialista Francois Hollande, che ha invitato le forze politiche al l’unità nazionale, che venne raggiunta in Italia all’indomani del sequestro di Aldo Moro. Gli spietati assassini hanno colpito al cuore la libertà di stampa e di fare satira, i Giannelli e i Vincino francesi, graffianti, talvolta irridenti ma non violenti, come le armi, che hanno mietuto tante vittime, a Parigi. Forse, è stato sottovalutato, in Europa, l’allarme sulla pericolosità del terrorismo islamico che, prima di morire, e dopo il terribile attentato alle Twin Towers di Manhattan, aveva lanciato una voce tanto scomoda, e molto spesso discussa, quanto preveggente : quella della giornalista Oriana Fallaci. La scrittrice fiorentina, polemizzando contro “l’Inquisizione del politically correct”, si dichiarò pronta a bruciare per il bene dell’Occidente, opponendosi, fermamente, all’oscurantismo islamico dell’integralismo religioso. Affermando di sentirsi «atea-cristiana», e affrontando, senza peli sulla lingua, i motivi dell’impossibilità di una convivenza serena tra due culture tanto lontane, Fallaci snocciolò tutti i punti critici, originati dal contatto tra due mondi, che non potranno, a suo avviso, trovare, mai, un compromesso pacifico. Tutto ciò, temendo l’insorgere di situazioni apocalittiche, in cui l’Occidente vivrà annichilito dalla paura. E l’Islam non fermerà la sua avanzata, finché l’avrà privato di tutto quello che ha costruito nei secoli, in primis la democrazia, di cui la libertà di stampa e di critica è un elemento fondamentale.
