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Ogni giorno ci sono 1.000 meteoriti e 8.000 terremoti

Ma per lo spazio si continua a investire molto di più

Perché le esplorazioni spaziali non entusiasmano piú? Perché a questo punto sono inutili, anzi, pericolose. Anni fa era importante capire come la terra potesse difendersi dalla caduta di meteoriti. Ora che il problema é stato sufficientemente risolto…

Questo intervento è uscito negli Usa il 17 agosto del 2014
 
Perché le esplorazioni spaziali non entusiasmano piú? Perché a questo punto sono inutili, anzi, pericolose. Anni fa era importante capire come la terra potesse difendersi dalla caduta di meteoriti. Ora che il problema é stato sufficientemente risolto, continuare a spendere miliardi per capire se in un pezzo di roccia planetaria vi fosse stata acqua miliardi di anni fa, sembra inutile e dannoso in quanto sottrae risorse finanziarie alle vere necessitá del mondo; come capire i terremoti ed il profondo dei mari (per risolvere il problema dell’inquinamento, del sostenimento e dei disastri ambientali).
Attualmente, negli Stati Uniti il rapporto tra investimenti governativi per lo spazio e quelli per la terra é di circa 13 a 1, cioé per ogni 13 dollari investiti per lo spazio, ve ne é solo uno per la terra. In termini di cifre, per la Nasa gli Usa investono $17,7 miliardi l’anno (di cui $105 milioni per le ricerche sugli asteroidi). E ció senza contare che oltre al programma Nasa, gli Usa investono annualmente $38.7 miliardi in progetti spaziali per la difesa e civili (a questo scopo l’Italia ne investe $1 miliardo, come pure Giappone, Cina, Francia e Germania).
In confronto la Noaa (l’organizzazione governativa Usa per l’esplorazione degli oceani) riceve $23,7 milioni l’anno, mentre la Usgs (l’organizzazione geologica governativa) ottiene $1,1 miliardi. Considerando gli investimenti privati, per l’esplorazione degli oceani vengono investi un totale di $5 miliardi l’anno, la maggior parte proveniente dall’industria del petrolio (l’equivalente di mettere una volpe nel pollaio).
Tutto ció ha fatto sí che oggi ci siano mappe detagliate della superficie di Marte, ma solo del 10% del fondo degli oceani. Si é riusciti piú volte a far atterrare una navicella su Marte, ma non si riesce ancora a sviluppare materiali che resistano a pressioni oceaniche oltre ai 300 metri di profonditá. Si conoscono i micro-organismi su Marte ma la conoscenza delle creature del profondo dei mari é limitatissima. Eppure gli oceani producono il 70% dell’ossigeno della Terra.
Facendo il confronto tra il pericolo rappresentato dalle meteorite e quello dei terremoti, troviamo che ogni giorno 1.000 meteroriti colpiscono la terra, mentre il numero di terremoti é 8.000. Inoltre, tutte le meteoriti sono monitorabili, mentre i terremoti sono imprevedibili. In termini di danni, quelli causati dai terremoti ammontano ad una media di $5 miliardi l’anno, nei soli Stati Uniti, mentre quelli causati dalle meteoriti sono insignificanti.
Il motivo per cui non si riesce a sviluppare un sistema di previsione dei terremoti é perché questi non sono ancora capiti. Ció nonostante la gran parte di risorse finanziarie vengono incanalate verso le ricerche spaziali, ma dei 15 principali disastri che colpiscono la terra, uno solo proviene dallo spazio.
É stato detto che ogni dollaro speso per le ricerche spaziali genera un indotto di 40 dollari. Le ricerche geologiche e marine non solo possono ridurre enormi perdite economiche e produrre vantaggi ambientali, ma aggiungendo a questi vantaggi anche quello dell’indotto, che é sicuramente equivalente a quello per lo spazio, possiamo constatare come gli investimenti per la Terra siano molto piú utili e necessari di quelli per lo spazio.