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Cronache
Daspo di cinque anni per l'ultrà dell'Olimpico

E' negativo lo stub, l'esame della polvere da sparo effettuato dalla polizia scientifica per capire se l'ex leader della curva giallorossa Daniele De Santis abbia effettivamente sparato alcuni colpi di pistola contro un gruppo di tifosi napoletani, ferendone uno in modo molto serio e altri in maniera piu' lieve, prima della finale di Coppa Italia. L'accertamento tecnico era stato disposto dal pm Antonio Di Maio e dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani. De Santis, al momento, resta indagato per tentato omicidio sulla base di altri elementi che saranno valutati dal gip in sede di interrogatorio di convalida.

DASPO - E' stato notificato un Daspo a Gennaro De Tommaso, il tifoso del Napoli protagonista del faccia a faccia con Marek Hamsik poco prima della finale di coppa Italia all’Olimpico tra gli azzurri e la Fiorentina. Non si conoscono altri dettagli, ma è probabile che il provvedimento sia arrivato al De Tommaso per essersi arrampicato sulle barriere che dividono gli spalti dal campo e per avere indossato la maglietta “Speziale libero”.

IL TIFOSO SI AGGRAVA - Si aggravano le condizioni di Ciro Esposito, il tifoso ferito a colpi di pistola sabato prima della partita Napoli-Fiorentina a Roma. Il giovane sarebbe stato operato d'urgenza al Policlinico Umberto I nella notte di lunedì per una setticemia. Sua madre Antonella Leardi racconta: "Mio figlio ha avuto un altro intervento, gli è stato tagliato un pezzo di colon, insomma la situazione è ancora delicata. Come sto io? Sono stanca". E la zia aggiunge: "Io stavo facendo compagnia a mia cognata, la mamma di Ciro, quando i medici ci hanno avvisato. L'operazione è durata circa 4 ore, è iniziata intorno a mezzanotte ed è terminata verso le quattro del mattino. Io penso che l'intervento sia andato bene: finchè le condizioni di mio nipote non si stabilizzano, questi sono interventi che possono verificarsi".

''Nessun provvedimento di arresto e' stato notificato a Ciro Esposito, il trentenne tifoso di Scampia che lotta per la vita al Gemelli di Roma''. Lo ha reso noto ieri in serata l'avvocato Angelo Pisani che con il fratello Sergio e con la Camera Penale partenopea ha assunto gratuitamente la difesa del giovane fan del Napoli. Pisani - noto per essere il legale partenopeo di Diego Armando Maradona e per avere piu' volte vinto battaglie contro Equitalia, e' anche il presidente della VIII Municipalita' di Napoli in cui rientra Scampia. ''Ci auguriamo anzi - dichiara Pisani - che i due esponenti delle forze dell'ordine siano stati inviati a piantonare Ciro per tutelare la sua incolumita' da eventuali, ulteriori attacchi'' anche perche', aggiunge, il giovane muove a stento le palpebre e versa tuttora in condizioni molto gravi. Non si comprende quindi in che modo potrebbero scattare esigenze cautelari connesse a pericolo di fuga o di reiterazione del reato. In ogni caso, rispetteremo qualsiasi iniziativa della magistratura e tuteleremo Ciro Esposito, se sara' necessario, con tutte le indagini difensive previste dalla legge''. 

IL NUOVO VIDEO - Spunta un nuovo video sull'assalto al pullman dei tifosi del Napoli che avrebbe generato gli scontri che hanno preceduto la finale di Coppa Italia e che sono culminati con il ferimento, da parte di De Santis, del tifoso napoletano Ciro Esposito e di altri due sostenitori azzurri. Un filmato amatoriale di Camillo Cimmino, che racconta: "Hanno lanciato due bombe carta contro il bus, noi impauriti abbiamo chiesto aiuto e Ciro e altri tifosi ci hanno soccorso, così sono iniziati gli scontri”.

E' CACCIA AL COMMANDO - Sono almeno tre le persone che erano con Daniele De Santis allo scoppio dei primi tafferugli nella zona di Tor di Quinto. Ne sono convinti i magistrati della procura di Roma.  A confermare la presenza di altre persone, tutte con in testa un casco nero integrale, ci sarebbe la testimonianza, ritenuta attendibile, di un tifoso del Napoli, oltre al parziale supporto di un video in cui vengono ripresi gli istanti iniziali degli scontri. Obiettivo è identificare tutto il gruppo che ha fiancheggiato De Santis in questa azione.

Gli ultrà della Roma che avrebbero spalleggiato De Santis nell'assalto ai pullman della tifoseria napoletana  sarebbero stati più veloci di lui a scappare davanti alla reazione in massa dei partenopei. Si cerca ora di identificarli analizzando i filmati. Gli inquirenti vogliono dunque chiarire se quello contro i tifosi azzurri sia stato un vero e proprio blitz premeditato.

30MILA MAGLIETTE PRO SPEZIALE - A Napoli intanto i tifosi sfidano lo Stato. In pratica tutta la curva A stasera, in occasione del posticipo contro il Cagliari, dovrebbe indossare la maglietta con la scritta "Speziale libero", la stessa che ha mostrato al mondo intero Genny 'a carogna per Fiorentina-Napoli. Ieri, secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, i capi ultrà avrebbero contattato una tipografia ordinando 30mila magliette con quella scritta che dovrebbero essere distribuite agli ingressi della curva se il lavoro dovesse essere completato in tempo utile. Un'indiscrezione che, se dovesse essere confermata, rappresenterebbe un vero affronto alla memoria dell'ispettore Filippo Raciti, per il cui omicidio sta scontando la pena proprio l'ultrà catanese Speziale.

NELLE CARTE DELLA FIGC LA TRATTATIVA CON GLI ULTRA' - Ci sono già atti ufficiali che raccontano la notte degli spari sul calcio e che saranno consegnati (forse oggi) al giudice sportivo. Indagini condotte dagli 007 del pallone, inviati a bordo campo dalla procura della Federcalcio per monitorare il colloquio fra il capo ultras del Napoli "Gennaro ’a carogna" e il capitano azzurro Marek Hamsik.

I collaboratori del pm del calcio Stefano Palazzi erano a pochi metri di distanza fra l’ultrà che detta l’agenda della notte e il capitano Hamsik, come racconta La Stampa. Ascoltano, annotano, riferiscono ogni parola. Ma, soprattutto, sarebbero là sotto alla curva partenopea in ebollizione perchè la prima richiesta di "Gennaro ’a carogna" è andata a buon fine. L’atteggiamento del capopopolo napoletano è aggressivo, intimidatorio e, adesso, quell’atteggiamento potrebbe costare al club di Aurelio De Laurentiis la chiusura del San Paolo, a Fuorigrotta. Perchè il giudice sportivo Tosel potrebbe squalificare lo stadio del Napoli? Perché, dalle due o tre pagine del rapporto degli 007 della Figc, potrebbe emergere la minaccia di chi, l’ultrà, pretende di parlare con il suo capitano per cancellare dalle mosse della curva gesti tali da impedire lo svolgimento della partita fin dall’inizio.

Si potrebbe persino dire che, più di una trattativa, è stata una resa alle richieste dei violenti. Il più probabile degli scenari, quindi, racconterebbe dell’intransigenza del padrone della curva partenopea nel voler avere sotto il settore il giocatore più rappresentativo del Napoli, altrimenti niente finale. Uno scenario che, nelle prossime ore, potrebbe mettere il primo punto fermo all’intera serata della follia e rimandare, poi, alle inchieste della magistratura le ricostruzioni avvenute intorno allo stadio.

La giustizia sportiva arriverà prima di quella ordinaria. Una ricostruzione che permetterà al giudice del calcio di prendere i suoi provvedimenti, subito, dagli effetti immediati: se il San Paolo verrà chiuso, il Napoli terminerà la stagione senza pubblico quando, fra dieci giorni, gli azzurri affronteranno il Verona nell’ultima giornata di campionato.

Ultra': vedova Raciti, t-shirt pro Speziale? Non si giochi - "E' una vergogna, sentire anche questo". Marisa Grasso, vedova di Filippo Raciti, apprende in diretta, ospite a "24 Mattino" su Radio 24, la notizia delle 30mila magliette con la scritta 'Speziale libero' che i tifosi partenopei starebbero preparando per la partita di stasera Napoli-Cagliari. "A questa notizia dovrebbe una risposta il presidente del Consiglio. Deve dare una risposta", ha detto la vedova Raciti. Che alla domanda su quale tipo di risposta si attende, ha risposto: "Chiudete, non fate giocare, basta".

"Uno Stato forte prende delle misure forti - ha ricordato - non e' essenziale una partita di calcio, se ne puo' fare anche a meno. Ognuno sta a casa sua e si evitano problemi, vabbe', c'e' una perdita economica ma non e' colpa mia. Un lavoro non puo' creare cosi' tanti problemi, il lavoro deve rendere a una persona dignita' perche' porta onestamente a casa i soldi, ma alcuni lavori tolgono serenita' a chi dovrebbe svolgere un servizio che dovrebbe garantire sicurezza ai cittadini. Questa delle magliette invece e' la risposta che incassa lo Stato".
   "Se lo Stato fosse forte, queste cose non sarebbero accadute - ha proseguito la signora Grasso - Io purtroppo mi aspetto che oltre a mio marito, che avrei voluto fosse l'unico sacrificio, ci siano altri Filippo Raciti. Lo Stato e' debole, aspettiamoci di tutto. E' davvero una vergogna sentire anche questa cosa delle magliette. Questo Speziale, che io non nomino mai, e' un assassino e uno spacciatore di droga. E' un mercante di morte. Questo si pubblicizza". 

Marisa Grasso e' tornata sugli scontri di sabato all'Olimpico: "Questo Genny 'a carogna non ha nessun diritto di parola sulla vicenda di mio marito, puo' parlare solo dei suoi fatti personali. Io ho chiesto giustizia in un'aula di tribunale presenziando ogni giorno per 6 anni. E ho saputo la verita', non c'e' nessun dubbio sulla vicenda giudiziaria. Due persone sono state condannate per omicidio fino alla Cassazione. In piu', mentre era in attesa di giudizio, Speziale aveva la piena liberta' di poter parlare e lo hanno arrestato i colleghi di mio marito per spaccio di droga. Non parliamo di sante persone ma di persone mai pentite. Questa cosiddetta 'carogna' che non e' mai venuto in tribunale non puo' indossare una maglietta con quella scritta". Infine la vedova Raciti ha rivolto un appello alle istituzioni: "Le telefonate di solidarieta' mi stanno bene, ma io attendo risposte. Va bene che si faccia una nuova legge, forse dovremmo parlare della violenza degli stadi come di una nuova forma di terrorismo, il terrorismo da stadio. Comunque e' un problema da sconfiggere, le risposte le vogliamo tutti, non solo io".

 

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