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Cronache
Omicidio stradale, lunedì 26 ottobre il sit-in a Roma
Di Marina Fontana Cona,  vedova di una vittima della strada
 
Lunedì 26 Ottobre, giorno in cui il testo di legge sull'omicidio stradale andrà in discussione in Commissione alla Camera dei Deputati, saranno passati più di 3 mesi dal giorno dell’approvazione al Senato, della legge per la istituzione del reato di Omicidio Stradale. Un tempo che purtroppo, per le vittime, che giornalmente si registrano sulle strade e autostrade italiane, suona come un cronometro di morte.  
 
Quanti morti ancora, prima che si comprenda quanto sia importante questa legge. La certezza della pena deve diventare un efficace deterrente alle condotte irresponsabili di quanti con troppa superficialità mietono vittime innocenti. 
 
Ecco perché ho voluto così fortemente organizzare il nostro sit in pacifico proprio il 26 Ottobre, perchè sia il giorno dell'attenzione al tempo che passa, e mentre passa, fa girare il contatore. Se non bastasse ci saranno altri 26 Ottobre, fino a quando, chi piange queste vittime, troverà uno Stato che dia piena “giustizia” , non vendetta, non scelte emotive, per questi omicidi.
 
Parallelamente, occorre rinforzare l’azione di prevenzione e di educazione stradale. Sono convinta che l'educazione stradale dovrebbe essere diffusa in maniera più intensiva, partendo già dalla scuola dell'obbligo, compatibilmente con le capacità di apprendimento dei bambini.
 
Molti ragazzi cercano nella trasgressione e nello stordimento emozioni nuove per vincere le angosce o il vuoto interiore: l’alta velocità, la voglia di vivere con brivido, l’utilizzo sfrenato del telefonino, l'alcol, le droghe, la musica ad alto volume sono le prime cause di questi gravi incidenti.
 
In Italia, chi causa un incidente mortale perché mentre sta guidando si distrae per inviare o leggere un sms e un messaggio di posta elettronica, di whatsapp, o per guardare un film sul tablet, oppure parlare al telefonino senza vivavoce e senza auricolare o per farsi il selfie, chi guidando contromano, o perché non si è fermato al semaforo rosso, o accelera vicino agli attraversamenti pedonali , continuerà ad essere accusato, sempre e solo, di "omicidio colposo".
 
Questi comportamenti consapevolmente “irresponsabili” causano più del 51% degli incidenti mortali, ecco perché devono essere ricompresi tra le cause di omicidio stradale, come chi uccide mettendosi alla guida sotto l’effetto di alcol e droga, o viaggiando ad una velocità di molto superiore ai limiti consentiti.
 
In caso contrario senza una configurazione di reato adeguata non si avrà nessun effetto deterrente, con la conseguenza “ di norma” della scarcerazione immediata e una prospettiva di pena insignificante rispetto al dolore causato ai superstiti, quindi si avrebbe il perverso effetto di parenti ed amici e opinione pubblica che perdono la fiducia nel sistema giudiziario e colpevoli che si sentono graziati da una legge permissiva e poco adeguata. 
 
Amici miei, nessuna voglia di vendetta. Solo la dignità del nostro dolore e dell'amore per la vita. Purtroppo i nostri morti non torneranno alla vita, non possiamo recuperare il passato, ma se riusciremo a salvare anche una sola persona, se la politica farà scelte responsabili, se la legge sull'omicidio stradale darà certezza della pena e vera giustizia alla vittime, abbiamo vinto la nostra battaglia...e i nostri cari saranno firmatari ad honorem di questa legge.
 
Tutti insieme, dobbiamo essere uniti e ricordare che i nostri gesti lasciano un’impronta nella vita nostra e nella vita degli altri. Io, tu,tutti noi, possiamo fare la nostra parte.
 
Vi abbraccio tutti.
 
PS: guidiamo con prudenza, proteggiamo la nostra vita e quella degli altri, pretendiamo giustizia per il futuro per tutte le vittime della strada.
 
omicidio stradale
 
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Tags:
omicidio stradalesit inroma
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