L’Italia rischia di dover risarcire “tra i 50 e i 100 milioni di euro l’anno” ai detenuti soggetti a condizioni irrispettose della loro dignita’, in caso di mancata soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri. Lo ha detto oggi il ministro per la giustizia, Andrea Orlando, dopo una serie di incontri con le autorita’ del Consiglio d’Europa e della Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo. L’Italia deve adeguarsi ad una sentenza della Corte di Strasburgo entro il 27 maggio. Per questo il ministro ha discusso oggi una serie di misure strutturali per far fronte al problema delle carceri, “pena una serie di ricadute sul nostro sistema e anche sul nostro bilancio che rischiano di essere drammatiche,” ha sottolineato Orlando.
Il ministro ha tuttavia sottolineato che l’Italia sta discutendo con la Corte forme alternative per rimediare alle situazioni illegali, anche attraverso trattamenti differenziati per i detenuti soggetti a condizioni illegittime, e quindi nella condizione di presentare ricorsi, o con ricorsi pendenti. In particolare, Orlando ha precisato che “la via pecuniaria non puo’ essere considerata quella principale perche’ riteniamo che nella gran parte dei casi il tipo di risarcimento che lo Stato deve dare, debba essere quanto piu’ possibile finalizzato a un modo diverso di eseguire la pena residuale.” In questa prospettiva il ministro ha escluso che l’Italia stia conducendo una trattativa per rimediare alle situazioni di illegalita’ in cambio di pagamenti, una sorta di “baratto” nelle parole del ministro, che e’ apparso su alcuni articoli di stampa ma che il ministro nega “in modo categorico”.
