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Palermo, nuova guerra di mafia. Ucciso in centro il parente di un boss

E’ Vincenzo Bontà, 45 anni, genero del boss Giovanni Bontade, uno dei due uomini uccisi stamane a Palermo, nel quartiere Falsomiele, rione ritenuto una enclave mafiosa e recentemente interessato da gravi fatti di sangue

E’ Vincenzo Bonta’, 45 anni, genero del boss Giovanni Bontade, uno dei due uomini uccisi stamane a Palermo, nel quartiere Falsomiele, rione ritenuto una enclave mafiosa e recentemente interessato da gravi fatti di sangue. Secondo quanto riferisce la polizia, e’ un incensurato. Le vittime stavano entranto in auto, una Fiat 500 L, quando sono state raggiunte dai killer, a bordo di un altro veicolo, che hanno fatto fuoco, esplodendo vari colpi d’arma da fuoco. Per il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che coordina le indagini insieme ai Pm Claudio Camilleri e Sergio Demontis, si tratta “senza dubbio di un omicidio di mafia che apre scenari inquietanti”.

Prima di lui era stato il procuratore Franco Lo Voi a dare una chiara lettura del delitto: “Dobbiamo registrare la permanente vitalita’, che del resto avevamo segnalato con forza fino a pochissimo tempo addietro, delle organizzazioni operanti sul territorio. Se qualcuno pensa che la mafia sia stata sconfitta e tutto sia finito, evidentemente non ha capito ancora niente”.

La seconda vittima si chiama Giuseppe Vela, aveva, 54 anni, anche lui incensurato, come Vincenzo Bonta’. Entrambi sono residenti del quartiere Falsomiele, dove e’ scattato l’agguato intorno alle 10.30. I due avevano tentato di fuggire, ma sono stati braccati e freddati senza pieta’. Una esecuzione brutale e spietata, su cui indaga la polizia e sulla cui matrice mafiosa non ci sono dubbi.