“C’e’ un solo modo per vincere una guerra: non farla”. Papa Francesco ha risposto cosi’ ad una domanda nella diretta radiofonica con un’emittente comunitaria argentina, appartenente alla parrocchia “Vergine del Carmine” della cittadina di Campo Gallo, all’estrema periferia del Paese. “Dobbiamo camminare insieme, e’ sempre meglio l’amicizia che la lotta, la pace che la guerra”, ha spiegato. Secondo Francesco, “camminare uniti ci aiuta a essere solidali”. “Dobbiamo fare – ha aggiunto – un grande sforzo per prenderci cura gli uni degli altri, perche’ altrimenti sara’ una famiglia triste”, bisogna “aver cura dei bambini, dei nonni” con “quella tenerezza che Gesu’ ci ha insegnato” e aver “cura della casa comune”.
La conversazione telefonica di Papa Francesco con l’emittente cattolica argentona e’ durata quasi un’ora: iniziata da poco dopo le 16 si e’ protratta infatti fino alle 16, 55 circa (ora di Roma). Due conduttori, con i quali Francesco ha mostrato di avere una certa familiarita’ pregressa, lo hanno intervistato, per il secondo anno consecutivo: il parroco Joaqui’n Giangreco e padre Juan Ignacio Liebana. Al centro della conversazione l’Enciclica “Laudato si’” dedicata alla “cura della casa comune”. E Francesco ha voluto soffermarsi a lungo su questo concetto che interpella di fatto tutte le persone, quale che sia il loro credo, l’appartenenza politica e la condizione sociale. Il Papa ha parlato anche dei giovani tornando sul rischio, denunciato ieri nell’incontro con il Movimento Eucaristico Giovanile, di ragazzi che si sentono “in pensione” gia’ a 20 anni perche’ privi di aspirazioni e motivazioni, un fenomeno preoccupante e di fatto mondiale.

