“Anch’io sono passato nei momenti di tristezza che a volte ci colgono nella vita sacerdotale, in cui tutto sembra oscurarsi e la vertigine dell’isolamento ci seduce, quei momenti apatici e noiosi”. Lo ha confidato Papa Francesco al clero della diocesi di Roma, con il quale ha celebrato in San Pietro, come ogni vescovo, la messa crismale. “Persino in questi momenti il popolo di Dio – ha spiegato – e’ capace di custodire la gioia, e’ capace di proteggerti, di abbracciarti, di aiutarti ad aprire il cuore e ritrovare una gioia rinnovata”.
“In questo giovedi’ sacerdotale – ha continuato il Papa guardando i ‘suoi’ sacerdoti – chiedo al Signore Gesu’ che conservi il brillare gioioso negli occhi dei nuovi ordinati, che partono per ‘mangiarsi’ il mondo, per consumarsi in mezzo al popolo fedele di Dio, che gioiscono preparando la prima omelia, la prima messa, il primo battesimo, la prima confessione: e’ la gioia di poter condividere, meravigliati, per la prima volta come unti, il tesoro del Vangelo e sentire che il popolo fedele ti torna ad ungere in un’altra maniera: con le loro richieste, porgendoti il capo perche’ tu li benedica, stringendoti le mani, avvicinandoti ai loro figli, chiedendo per i loro malati”. “Conserva Signore – ha pregato Bergoglio ad alta voce – nei tuoi giovani sacerdoti la gioia della partenza, di fare ogni cosa come nuova, la gioia di consumare la vita per te”.

