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Papa, vegliaPapa veglia

"L'avidità è un peccato contro il primo comandamento". E' tornato a parlare di denaro, Papa Bergoglio.

"Non si può seguire Dio e il denaro. Questo non è comunismo è Vangelo puro", ha detto nella messa mattutina a Santa Marta. Frasi poi riportate da Radio Vaticana. "Ma, Padre, io leggo i Dieci Comandamenti e nessuno parla male del denaro. Contro che comandamento si pecca quando uno fa un'azione per il denaro?", è il quesito posto al pontefice, che lo ha riferito nell'omelia. "Contro il primo! Pecchi di idolatria! Ecco il perché: perché il denaro diventa idolo. E per questo Gesù ci dice non puoi servire l'idolo denaro e il Dio Vivente: o uno o l'altro. Cosa succede col denaro? Il denaro ti offre un certo benessere all'inizio. Va bene, poi ti senti un po' importante e viene la vanità".

Il denaro insomma "ammala il pensiero, ammala la fede e la fa andare per un'altra strada". E se scegli "la via del denaro, alla fine sarai un corrotto", ha continuato il Papa 'bollando' il denaro come una "seduzione" che ha il potere "di farti scivolare lentamente nella tua perdizione". "I primi Padri della Chiesa, parlo del secolo III, più o meno - ha ricordato Francesco - dicevano una parola forte: "Il denaro è lo sterco del diavolo".

Dalla ricerca di potere e ricchezze, infatti, ha detto Francesco, vengono "parole oziose, discussioni inutili" e da questa che "nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, i conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità, che considerano la religione come fonte di guadagno. "Io sono cattolico, io vado a messa, perché quello mi dà un certo status. Sono guardato bene... Ma sotto faccio i miei affari, no? Sono un cultore del denaro. Uomini corrotti nella mente. Il denaro corrompe! Non c'è via di uscita".

Il Papa poi è tornato a intervenire sull'aborto. A poche ore dall'intervista a Civiltà cattolica, in cui ha chiesto misericordia per le donne che si sono pentite di aver abortito, ha incontrato i ginecologi cattolici: "Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente a essere abortito - ha detto - ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato, ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sè il volto di Cristo. Non si possono scartare!".

Il Papa ha messo in guardia i ginecologi della "diffusa mentalità dell'utile, la 'cultura dello scarto', che oggi schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti, ha un altissimo costo: richiede di eliminare esseri umani, soprattutto se fisicamente o socialmente più deboli. Nella professione medica, ha aggiunto Bergoglio, si assiste a "una situazione paradossale", perché "mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti, non sempre si tutela la vita come valore primario e diritto primordiale di ogni uomo. Il fine ultimo dell'agire medico rimane sempre la difesa e la promozione della vita".

"Siate testimoni e diffusori di questa cultura della vita", ha poi chiesto ai ginecologi. "La Chiesa - ha sottolineato il Pontefice - fa appello alle coscienze di tutti i professionisti e i volontari della sanità, in maniera particolare di voi ginecologi, chiamati a collaborare alla nascita di nuove vite umane". "La vostra - ha scandito - è una singolare vocazione e missione, che necessita di studio, di coscienza e di umanità".

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