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Papa Francesco: “Dio non è un controllore in cerca di biglietti non timbrati”

L’omelia del Papa durante la Celebrazione Eucaristica in occasione della Prima Giornata Mondiale dei Poveri.

“Non è fedele a Dio chi si preoccupa solo di conservare, di mantenere i tesori del passato. Invece, come dice la parabola evangelica del servo che non fa fruttare il suo talento, colui che aggiunge talenti nuovi è veramente ‘fedele’, perché ha la stessa mentalità di Dio e non sta immobile: rischia per amore, mette in gioco la vita per gli altri, non accetta di lasciare tutto com’è. Solo una cosa tralascia: il proprio utile. Questa è l’unica omissione giusta.

E’ il messaggio principale con cui papa Francesco ha aperto con una Messa nella basilica le celebrazioni della prima Giornata mondiale della povertà, che ha istituito alla fine del Giubileo della misericordia per invitare tutti i cristiani della Terra a ricordarsi dell’esistenza di chi su questa Terra proprio non ce la fa a condurre una vita dignitosa. Fra i banchi del luogo sacro simbolo della cristianità 7 mila ultimi, provenienti da tutto il mondo, accompagnati dai volontari di varie associazioni di assistenza: 1500 di loro resteranno a pranzo con Francesco nell’Aula Paolo VI. Gli altri saranno ospiti di istituti e enti caritativi che hanno preparato per loro un pranzo di festa.

La stessa cosa che oggi è in programma in tutte le diocesi d’Italia e del mondo. Dio non è un controllore in cerca di biglietti non timbrati – ha detto il Papa nell’omelia – Per questo non fare nulla di male non basta. C’è una parola forse andata un po’ in disuso eppure molto attuale, “omissione”. È triste quando il Padre dell’amore non riceve una risposta generosa di amore dai figli, che si limitano a rispettare le regole, ad adempiere i comandamenti, come salariati nella casa del Padre. E ha aggiunto: Non è fedele a Dio chi si preoccupa solo di conservare, di mantenere i tesori del passato. Invece, come dice la parabola evangelica del servo che non fa fruttare il suo talento, colui che aggiunge talenti nuovi è veramente “fedele”, perché ha la stessa mentalità di Dio e non sta immobile: rischia per amore, mette in gioco la vita per gli altri, non accetta di lasciare tutto com’è. Solo una cosa tralascia: il proprio utile. Questa è l’unica omissione giusta.

Nessuno può ritenersi inutile, nessuno può dirsi così povero da non poter donare qualcosa agli altri. Siamo eletti e benedetti da Dio, che desidera colmarci dei suoi doni, più di quanto un papà e una mamma desiderino dare ai loro figli. E Dio, ai cui occhi nessun figlio può essere scartato, affida a ciascuno una missione.