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Papa: la libertà è possibile, serve superare ogni forma di disuguaglianza

Papa: la libertà è possibile, serve superare ogni forma di disuguaglianza
Papa Francesco è arrivato in Thailandia

La piaga della prostituzione, soprattutto quella minorile, legata al turismo sessuale. Papa Francesco tocca, nella prima giornata del suo viaggio apostolico in Thailandia uno dei “flagelli” – come lui stesso li ha definiti – della società moderna. Nel Paese del sud-est asiatico la prostituzione minorile, secondo i dati forniti dalla Commissione nazionale per le donne, si stima coinvolga tra le 30 mila e le 35 mila bambine e ragazze al di sotto dei 18 anni di eta’. Dati che ovviamente sono molto al di sotto della realtà e che comprendono anche i tanti ragazzi, vittime di un turismo sessuale che vede la Thailandia la meta preferita di ricchi Paesi asiatici e dell’Europa. L’Italia, tristemente non è esente e figura, secondo l’Osservatorio mondiale del turismo (Omt), tra i primi 6 Paesi al mondo da cui partono i ‘clienti’.
 
“Penso in particolar modo a quei bambini, bambine e donne esposti alla prostituzione e alla tratta, sfigurati nella loro dignità più autentica”, ha affermato Papa Francesco durante l’omelia allo Stadio nazionale di Bangkok. E il Pontefice ha parole anche per i “giovani schiavi della droga e del non-senso che finisce per oscurare il loro sguardo e bruciare i loro sogni”, per i “migranti spogliati delle loro case e delle loro famiglie”, per i più vulnerabili, dai “pescatori sfruttati”, ai “mendicanti ignorati”, agli “orfani, abbandonati, senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita. Penso ai pescatori sfruttati, ai mendicanti ignorati”.

Per il Pontefice essi fanno parte “della nostra famiglia, sono nostre madri e nostri fratelli”. Non bisogna privare “le nostre comunità dei loro volti, delle loro piaghe, dei loro sorrisi, delle loro vite”, non priviamo “le loro piaghe e le loro ferite dell’unzione misericordiosa dell’amore di Dio”. Durante il suo intervento alle autorità, alla societa’ civile e al Corpo diplomatico della Thailandia Francesco si è soffermato sulla crisi migratoria mondiale che “non può essere ignorata” ma rappresenta “uno dei principali problemi morali da affrontare”. “Non si tratta solo di migranti – ha sottolineato -, si tratta anche del volto che vogliamo dare alle nostre società”. L’auspicio è che ogni nazione possa approntare “dispositivi efficaci” allo scopo di proteggere la dignità e i diritti dei migranti e dei rifugiati, “i quali affrontano pericoli, incertezze e sfruttamento nella ricerca della liberta’ e di una vita degna per le proprie famiglie”.

“Oggi piu’ che mai le nostre società hanno bisogno di ‘artigiani dell’ospitalità’, uomini e donne che si prendano cura dello sviluppo integrale di tutti i popoli, in seno a una famiglia umana che si impegni a vivere nella giustizia, nella solidarieta’ e nell’armonia fraterna”, ha affermato il Papa che oggi ha incontrato in forma privata il re di Thailandia Rama X e il primo ministro, il generale Prayuth Chan-ocha. Di pace e fratellanza ha parlato nell’incontro con il personale del St.Louis Hospital di Bangkok e con il Patriarca supremo dei buddisti, Somdej Phra Maha Muneewong ​(“Se siamo fratelli possiamo aiutare la pace mondiale”) a cui ha donato “il Documento sulla Fraternità umana di Abu Dhabi”.