Cosa Nostra e Servizi segreti. Un binomio che, secondo i documenti sequestrati dai pm di Palermo, non sarebbe nato negli anni Novanta, ma ben prima, già negli anni Settanta. Il generale Maletti, allora ai vertici del Sid, interrogato in Sudafrica rivela: “Sapevo che il colonnello Bonaventura, capocentro a Palermo, era un affiliato della mafia”.
La commistione tra Cosa Nostra e uomini dei Servizi sarebbe dunque ora più di un sospetto. Secondo quanto riporta Repubblica, i documenti sono spuntati fuori due giorni fa a Johannesburg. I pm del processo Stato-mafia li hanno infatti ritrovati in Sudafrica, dove si sono recati per intervistare il generale Gianadelio Maletti, dal 1971 al 1979 capo del reparto D del Servizio, dedicato al controspionaggio. Maletti è fuggito in Sudafrica nel 1980, condannato nel 1996 a 14 anni per aver sottratto un fascicolo riservato, legato a uno scandalo di contrabbando di petroli che coinvolgeva politici e vertici della Guardia di Finanza.
I pm Vittorio Teresi, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia volevano capire se Maletti fosse a conoscenza di un gruppo deviato all’interno del Sid. E Maletti ha confermato per la prima volta la vicinanza di alcuni uomini dei Servizi a Cosa Nostra. In particolare, riporta sempre Repubblica, avrebbe affermato: “Ero al corrente che il colonnello Bonaventura, capocentro a Palermo, era punciuto, un affiliato a Cosa Nostra”. Maletti avvicina invece il generale mori alla destra estrema: “Le sue inclinazioni politiche erano chiare ma posso escludere che la mia richiesta (di esonerarlo dal suo incarico, ndr) sia stata legata al sospetto che Mori fosse legato alla mafia”, ha però sottolineato Maletti.

